C’è un retroscena amaro dietro l’esclusione di Giovane dalla lista Champions del Napoli. L’attaccante brasiliano aveva partecipato allo shooting ufficiale per la UEFA Champions League, posando con il pallone della competizione, e aveva anche condiviso lo scatto sui social. Poche ore dopo, la beffa: è lui il nome depennato dalla lista UEFA ufficializzata dal club.
La scelta della dirigenza è di natura numerica. In attacco il Napoli ha abbondanza: con Lucca e Hojlund come centravanti e con Lang, Vergara e Neres tra le alternative a Alisson Santos e Politano, è proprio nel reparto offensivo che si è dovuto sacrificare un elemento. La logica, del resto, è quella di sempre: lista Serie A e lista Champions League seguono criteri diversi, e qualche taglio è inevitabile.
La notizia, in fondo, non sorprende. Pochi giorni fa ci eravamo posti proprio questa domanda: perché il Napoli tiene Giovane in lista? Il brasiliano ex Verona non è una prima punta, non è un esterno: è un atipico, una seconda punta bravina tecnicamente ma che faticava a trovare spazio con Conte — a differenza di Alisson — e fatica con Allegri. La lista Champions, più stretta, ha semplicemente reso ufficiale quel dubbio.
La beffa di Giovane racconta bene il paradosso del Napoli: una rosa extra-large che, invece di garantire soluzioni, costringe a escludere. Lo stesso reparto in cui, senza McTominay, si fa largo il nome di Vergara per l’Inter. Segnali di una gerarchia ancora in costruzione, in cui chi resta ai margini — come Giovane — potrà comunque trovare spazio in campionato e in Coppa Italia. Magra consolazione, dopo aver già posato per la foto di gruppo.