La missione, seppur complessa, risulta fattibile, soprattutto grazie alla spinta del Maradona, capace in serate come queste di incutere timore a chiunque, Arsenal compreso. L’obiettivo primario, tuttavia, è arrestare l’attuale serie di risultati negativi che sta affliggendo il Napoli da circa due settimane. Due sconfitte consecutive, contro Como e Inter, entrambe particolarmente pesanti in un campionato appena iniziato e già in salita. In questo senso, l’arrivo dell’Arsenal potrebbe rappresentare il momento giusto per una ripartenza e un rilancio.
Di fronte ai vice-campioni d’Europa e campioni dell’ultima Premier League, l’allenatore si presenta con un centrocampo inedito, dettato dall’emergenza: al posto di McTominay scenderà in campo De Bruyne, la cui esperienza si rivelerà fondamentale. Al posto di Anguissa, invece, spazio a Gilmour. Al centro del reparto ci sarà Lobotka, in una mediana non particolarmente fisica ma dotata di grande capacità di palleggio, incaricata di innescare il tridente offensivo composto da Politano, Hojlund e Alisson Santos. La difesa, nonostante i cinque gol subiti nelle ultime due partite, rimane invariata, con Di Lorenzo e Olivera sulle fasce e Rrahmani affiancato da Rafa Marin al centro.
Dall’altra parte, l’Arsenal affronta una vigilia travagliata. Il volo è rimasto bloccato a lungo a Londra a causa di problemi aeroportuali, con l’arrivo in Italia solo alle 21:40 e la conseguente rinuncia alla ricognizione del Maradona. Questi disagi potrebbero influire sull’andamento della gara. L’anno scorso, i Gunners conclusero la League Phase a punteggio pieno, con otto vittorie in altrettante partite. Al Napoli il compito di interrompere questa impressionante striscia positiva.