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Napoli, Allegri cerca la svolta: la sosta per ritrovare identità e continuità

La sosta arriva in un momento delicato per il Napoli. Il pareggio contro la Fiorentina conferma una stagione lontana dalla stabilità, con soli sette punti in cinque giornate.
Napoli, Allegri cerca la svolta: la sosta per ritrovare identità e continuità Napoli, Allegri cerca la svolta: la sosta per ritrovare identità e continuità

La sosta arriva in un momento delicato e potrebbe trasformarsi in un passaggio fondamentale per la stagione del Napoli. Il pareggio ottenuto al Franchi contro la Fiorentina ha confermato una situazione ancora lontana dalla definitiva stabilità: dopo cinque giornate gli azzurri hanno raccolto sette punti e non sono ancora riusciti a costruire una precisa identità.

Massimiliano Allegri avrà ora diverse settimane per intervenire su una squadra capace di mostrare qualità soltanto a tratti. Il problema non riguarda esclusivamente il gioco. Al Napoli è mancata soprattutto quella capacità di trasformare i momenti favorevoli in un dominio concreto della partita, chiudendo gli incontri quando se ne presenta l’occasione.

Il presidente Aurelio De Laurentiis ha indicato da tempo il periodo successivo alla sosta come il possibile vero inizio della stagione azzurra. Il campo, almeno fino a questo momento, sembra aver confermato la necessità di aspettare una squadra più completa e continua.

La classifica rappresenta il primo segnale da non ignorare. Il bottino ottenuto nelle prime cinque partite è il peggiore registrato dal Napoli negli ultimi anni e obbliga la squadra ad accelerare alla ripresa.

A Firenze non è arrivata una prestazione completamente negativa. Gli azzurri hanno avuto momenti interessanti e sono riusciti a costruire situazioni potenzialmente favorevoli, senza però fare abbastanza per portare a casa l’intera posta.

È proprio qui che emerge una delle difficoltà principali: il Napoli deve diventare più concreto. La produzione offensiva continua a non tradursi con sufficiente continuità in gol, mentre i centravanti non sono ancora riusciti ad assumere il ruolo di trascinatori della squadra.

Anche gli esterni devono aumentare il proprio contributo realizzativo. Per la seconda gara consecutiva, infatti, la rete azzurra è arrivata da un centrocampista.

Se davanti rimangono problemi da risolvere, anche la fase difensiva necessita di maggiore solidità. Una squadra allenata da Allegri punta tradizionalmente molto sulla capacità di concedere poco agli avversari, ma il Napoli continua invece a lasciare opportunità pericolose.

Al Franchi è stato Vanja Milinkovic-Savic a evitare conseguenze peggiori, risultando determinante in alcune situazioni. Una risposta importante per il portiere dopo le critiche ricevute per precedenti prestazioni.

Tra le indicazioni positive figura anche Billy Gilmour. Il centrocampista ha confermato la propria crescita e sta conquistando un ruolo sempre più rilevante nelle gerarchie della squadra.

Segnali incoraggianti sono arrivati inoltre da Matteo Politano, particolarmente attivo sulla corsia destra, e da Mathias Olivera, protagonista di una prova che offre ad Allegri ulteriori elementi sui quali costruire il lavoro delle prossime settimane.

Il tecnico ha riconosciuto la necessità di aumentare per primo il proprio contributo, ma la svolta dovrà coinvolgere inevitabilmente tutto il gruppo. Il Napoli deve cambiare soprattutto nell’atteggiamento con cui affronta i momenti decisivi delle partite.

A Firenze è arrivata la seconda rimonta consecutiva subita lontano dal Maradona dopo quella contro l’Inter. Un dato che evidenzia la difficoltà nel conservare e trasformare un vantaggio in un risultato pieno.

Non basta quindi intervenire su un singolo reparto. Gli azzurri devono diventare contemporaneamente più efficaci in zona gol e meno vulnerabili quando sono gli avversari ad attaccare.

Serviranno inoltre maggiore brillantezza atletica e lucidità da parte dei calciatori più importanti. Allegri ha bisogno di una squadra capace di vincere più duelli e di affrontare le partite con maggiore intensità, qualità che finora non sono state espresse con continuità.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, la pausa consentirà anche di recuperare uomini importanti. Alla ripresa Allegri potrebbe ritrovare Scott McTominay, Alisson, Leonardo Spinazzola, Alex Meret, Giovane e Luca Marianucci, aumentando sensibilmente le possibilità nelle rotazioni.

Parallelamente potranno migliorare ulteriormente la propria condizione Neres, Sam Beukema e Badiashile. Resta inoltre da seguire il recupero di Frank Zambo Anguissa dopo un nuovo stop.

Avere una rosa più completa rappresenterà un vantaggio evidente, soprattutto considerando il calendario che attende gli azzurri. I rientri, tuttavia, non possono essere considerati automaticamente la soluzione di tutti i problemi.

Il salto di qualità dovrà riguardare l’intera struttura della squadra, dall’organizzazione difensiva alla capacità di costruire e finalizzare le occasioni, passando per una maggiore continuità mentale durante i novanta minuti.

Il momento della verifica arriverà immediatamente dopo la pausa. Dal 10 ottobre all’8 novembre il Napoli dovrà affrontare nove partite nell’arco di appena 29 giorni, tra competizioni italiane ed europee.

Nel calendario figurano Frosinone, Villarreal, Venezia, Bodo, Roma, Monza, Juventus, Porto e Lazio. Una sequenza destinata a fornire indicazioni molto più precise sul reale livello della squadra.

In meno di un mese il Napoli potrà recuperare terreno oppure vedere aumentare il distacco dalle formazioni di vertice. Per questo le settimane senza campionato assumono un’importanza superiore a quella di una normale sosta internazionale.

Allegri dovrà sfruttarle per restituire equilibrio e convinzione a un gruppo che possiede ancora ampi margini di miglioramento. Sette punti nelle prime cinque giornate non compromettono una stagione, ma rendono necessario accelerare per evitare che il divario dalla vetta diventi più difficile da recuperare.

De Laurentiis considera la ripresa come l’inizio del vero campionato del Napoli. Le prossime nove partite diranno se la previsione del presidente troverà conferma: agli azzurri serviranno maggiore qualità e solidità, ma soprattutto quella determinazione che finora è comparsa soltanto a intermittenza.

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