Il futuro si presenta con urgenza per il Napoli, che sembra arrivarci in ritardo. La squadra vanta una delle rose più mature della Serie A, con un’età media particolarmente elevata nel reparto centrale. Il club presieduto da De Laurentiis ha perso tempo prezioso, e le ripercussioni sono evidenti. Giocatori come Kevin De Bruyne, che ha 35 anni, non sono più centrali nelle loro squadre nazionali. Allo stesso modo, Stanislav Lobotka, Frank Zambo Anguissa e Scott McTominay hanno tutti superato i trent’anni e si avvicinano alla scadenza dei loro contratti. Tra un paio d’anni, o forse già dalla prossima stagione, il Napoli si troverà a dover ricostruire completamente il proprio centrocampo. La lentezza nel prendere decisioni è un problema che si sta già pagando, come dimostra l’esito della trattativa per Issa Doumbia, poi trasferitosi allo Sporting Lisbona.
Il Napoli ha dimostrato di essere competitivo quando ha agito con la propria identità, prendendo decisioni coraggiose anche se impopolari. Gestire un’impresa basandosi esclusivamente sull’opinione pubblica porta all’autodistruzione. La squadra si trova ora in questa situazione a causa di scelte proprie. Quando un’organizzazione perde audacia, visione e la capacità di andare controcorrente, inizia il suo declino.
Come riportato dal Corriere dello Sport, il centrocampo del Napoli non solo è anziano, ma vede anche giocatori come Scott McTominay e Frank Zambo Anguissa richiedere cifre ritenute fuori mercato. Questi profili non possono rappresentare il futuro del club partenopeo.
Il direttore sportivo Manna avrebbe dovuto già assicurarsi l’ingaggio di giovani talenti promettenti. Le opportunità sono sempre esistite. Il Napoli non è riuscito ad acquisire Issa Doumbia, né Alessandro Romano, un giocatore che la Roma ha ceduto per una cifra irrisoria. È fondamentale che la dirigenza si attivi immediatamente per evitare conseguenze negative.