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Napoli: mercato oculato, bilancio in attivo di oltre 12 milioni

Il Napoli chiude il mercato con un bilancio positivo di 12,15 milioni di euro. Nonostante pochi acquisti, le cessioni e le plusvalenze generano un netto vantaggioso.
Napoli: mercato oculato, bilancio in attivo di oltre 12 milioni Napoli: mercato oculato, bilancio in attivo di oltre 12 milioni

Il mercato del Napoli si è distinto più per la gestione contabile che per colpi spettacolari. La sessione estiva ha visto l’arrivo di soli due giocatori: Favasuli, prelevato dal Catanzaro con un’operazione di prestito con obbligo di riscatto, e Badiashile, giunto dal Chelsea con un prestito oneroso da tre milioni e un riscatto fissato a 27. A questi si aggiungono i riscatti di Hojlund, per un costo totale di 50 milioni, e di Alisson, con un investimento complessivo di 20 milioni per l’esterno.

L’intera sessione è stata focalizzata sulla cessione degli esuberi, ben 25 calciatori secondo quanto dichiarato da De Laurentiis. Questo approccio ha permesso di alleggerire significativamente il bilancio e le finanze del club, messe a dura prova dal biennio della gestione Conte.

Il punto cruciale, spesso frainteso, riguarda il saldo dei cartellini. Sebbene l’investimento in acquisti (circa 85,7 milioni) superi gli incassi delle cessioni (43,14 milioni) per un passivo di 42,56 milioni, l’impatto a bilancio è differente. Quest’ultimo considera ammortamenti, stipendi, plusvalenze e risparmi, invertendo la tendenza.

Il direttore sportivo Manna ha concentrato il suo operato su questo aspetto. Dalle cessioni sono stati ricavati 43,14 milioni, generando plusvalenze per 25,59 milioni, come riportato da Calcio e Finanza. A ciò si aggiunge un risparmio di 35,27 milioni derivante dagli stipendi non più pagati e dagli ammortamenti dei cartellini, che nel club azzurro seguono una quota decrescente (le prime due stagioni hanno un peso maggiore rispetto ad altri club).

Considerando plusvalenze e risparmi, l’effetto positivo stimato sul bilancio 2026/27 raggiunge i 60,86 milioni. Al netto degli oltre 48,71 milioni di maggiori costi legati alle entrate, il club registra un beneficio netto di 12,15 milioni nel conto economico.

Sul fronte degli acquisti, il peso maggiore non è dato dal costo del cartellino, ma dalla somma di ammortamenti (28,78 milioni), costo dei prestiti (3 milioni) e stipendi lordi dei nuovi acquisti (16,93 milioni). L’operazione con il maggiore impatto sul conto economico è quella di Hojlund, il cui ammortamento a quote decrescenti incide notevolmente nella prima stagione.

Le due uscite più significative sono state quelle di Lukaku, trasferito al Fenerbahçe, e di Gutierrez, passato al Bayer Leverkusen. A titolo definitivo sono stati ceduti anche Cheddira (Avellino), Hasa e Zerbin (Frosinone); in prestito sono partiti Ngonge e Folorunsho (Monza), Cajuste (Malaga) e Lindstrom (Salisburgo). Sono invece rientrati alla base dai prestiti Lang (Galatasaray), Rafa Marin (Villarreal), Marianucci (Torino) e Lucca (Nottingham Forest).

La conseguenza più rilevante è di natura strutturale: l’assenza di acquisti di rilievo e il meccanismo di ammortamento a quote decrescenti consentiranno al Napoli di ridurre il costo della rosa già a partire dalla stagione 2026/27. Se sul campo il mercato ha suscitato opinioni diverse, dal punto di vista finanziario l’operato non è stato casuale: la priorità è stata data al risanamento del bilancio, prima di concentrarsi sulla squadra.

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