Vigilia di Serie A per il Napoli di Massimiliano Allegri, che domani esordirà a Genova contro il Grifone.
La Gazzetta dello Sport si interroga su quale versione dell’allenatore si vedrà sulla panchina partenopea.
La testata sportiva scrive:
“Sulla dimensione di Allegri tecnico vincente non si può discutere. Abbiamo però ammirato un Allegri offensivo e quasi spregiudicato nella prima Juve (quella a quattro punte), poi uno più “giudizioso”, ancora in bianconero e nel Milan, spesso preoccupato che la squadra arretrasse collettivamente dietro la linea della palla una volta perso il possesso. Questo Napoli ha un Dna molto diverso. Abbonda di quei giocatori di personalità che vogliono comandare il gioco, drammaticamente assenti nella Juve e nel Milan: Lobotka, De Bruyne, McTominay non ci stanno ad aspettare e subire”.
Il Napoli attuale, per caratteristiche e DNA, si discosta nettamente dalla sua ultima esperienza alla Juventus o dal Milan della scorsa stagione. Nelle due squadre citate, infatti, mancavano giocatori dotati di forte personalità e con l’ambizione di dettare il gioco, qualità invece abbondantemente presenti nel gruppo azzurro con elementi come McTominay, De Bruyne e Lobotka.
Il Napoli, in termini di atteggiamento, si presenta come una squadra dominante. Questo è confermato anche dai nomi degli interpreti offensivi a disposizione, da Alisson a Vergara, passando per De Bruyne e Hojlund. Il solo Politano è in grado di garantire equilibrio, rappresentando il motivo per cui ogni tecnico passato per il Maradona non ha mai rinunciato al giocatore classe ’93, ancora padrone indiscusso della fascia destra.
La Gazzetta dello Sport conclude con questa riflessione:
“Per essere il rivale più credibile dell’Inter, dovrà essere un Napoli d’attacco. Un Allegri d’attacco”