Pi ilese e coraggio, non necessariamente investimenti folli. Questa
il percorso indicato da Massimiliano Allegri per il suo Napoli, in vista del presente e del futuro. Il tecnico livornese ha infatti sottoscritto un contratto triennale con la societ
del presidente Aurelio De Laurentiis.
Una filosofia che, nel racconto mediatico pi
superficiale, viene spesso etichettata come “allenatore aziendalista”. Tuttavia, per un tecnico esperto come Allegri, la semantica assume un valore preciso: essere aziendalisti non significa accettare passivamente ogni decisione di Aurelio De Laurentiis o firmare cambiali in bianco. Al contrario, significa sposare una visione in cui la priorit
assoluta
valorizzare al massimo quanto la struttura riesce a produrre, ottimizzando le risorse senza pretendere l’impossibile. Allegri non chiede alla presidenza top player da copertina o follie di fine mercato. Richiede intuizioni intelligenti, idee, coraggio, freschezza e fame. L’esempio di Rao, che avrebbe meritato una chance anzich
il prestito al Pisa,
chiaro.
L’esempio lampante
sotto gli occhi di tutti: Costantino Favasuli, un profilo arrivato senza i riflettori puntati addosso, ma capace di accendere la corsia azzurra con corsa, tunnel e assist. Allegri chiede al club di osare, ma non con spese scriteriate. D’altronde, il coraggio di lanciare i giovani in campo non gli manca. A gennaio saranno necessari due acquisti: un centrocampista forte, dinamico, giovane, affamato, e un attaccante pronto a farsi valere al fianco di Hojlund. Il compito di individuarli spetta al direttore sportivo Giovanni Manna