Repubblica Napoli ricorda la gestione di Antonio Conte, evidenziando meriti forse sottovalutati del tecnico artefice del quarto scudetto. L’articolo sottolinea come sia stata incomprensibile e dannosa la campagna di delegittimazione nei confronti dell’allenatore salentino. Secondo quanto riportato da Marco Azzi su Repubblica Napoli, diversi collaboratori del presidente De Laurentiis avrebbero contribuito a convincerlo che Conte fosse un peso per la squadra. Questo malcontento sarebbe nato dal fatto che queste figure si sentivano emarginate e temevano di perdere il controllo dei propri ambiti di potere con l’allenatore in società.
Azzi descrive con una punta di sarcasmo la situazione interna al Napoli di tre mesi fa, affermando: “Eppure tre mesi fa nel Napoli regnava la compattezza: tutti uniti da un obiettivo prioritario e per ragioni diverse comune, accompagnare alla porta Antonio Conte. Nello spogliatoio erano infatti in tanti a non sopportare più (dal punto fisico e pure nervoso) i metodi da sergente di ferro del tecnico leccese. In società invece covava da due stagioni il malumore dei dirigenti – graduati compresi – e dei funzionari che erano stati messi loro malgrado all’angolo e avevano bisogno di riappropriarsi dei loro centri di potere, grandi e piccoli”.
Viene evidenziato come il presidente sia stato persuaso dai suoi collaboratori.
“che il dopo Conte sarebbe stato tutto in discesa, come se il tecnico leccese fosse stato una zavorra per il Napoli è non il valore aggiunto”.
L’articolo aggiunge inoltre:
“il bombardamento mediatico sul condottiero del quarto scudetto, accusato di aver sbagliato la preparazione fisica e di essere il responsabile della valanga di infortuni che aveva decimato la squadra (e che invece continuano pure adesso…)”. Antonio alla fine si era stufato del fuoco amico e ha deciso di togliere il disturbo, lasciando – oltre a 8 milioni di ingaggio – un vuoto che si sta rivelando più difficile da colmare”.