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Del Genio: “Classifica pesante, ma la partita va giudicata positivamente”

Paolo Del Genio analizza il 3-3 tra Napoli e Roma. Pur riconoscendo la pesantezza della classifica, il giornalista giudica positivamente la prestazione della squadra, evidenziando le potenzialità offensive e la mentalità da adottare.
Del Genio: "Classifica pesante, ma la partita va giudicata positivamente" Del Genio: "Classifica pesante, ma la partita va giudicata positivamente"

Tuttavia, esiste un collegamento inevitabile: la classifica. Il pareggio casalingo non migliora una situazione già non buona. Del Genio esclude la frase ‘Mancano ancora trenta partite’, sottolineando l’enorme divario dalle prime quattro posizioni. Il distacco dal quarto posto aumenta, non si è accorciato sulla Roma e il Como ha vinto. Per recuperare sarebbe necessario un filotto di otto o nove vittorie consecutive, dato che le squadre davanti mantengono medie punti molto alte, come Inter, Lazio, Como, Roma e Milan. La classifica è definita “drammatica, calcisticamente parlando, rispetto ai nostri obiettivi”, con una situazione già “molto pesante” nonostante le trenta giornate rimanenti.

La partita di stasera, però, va giudicata positivamente. Il calcio moderno, secondo Del Genio, si gioca con partite “uomo contro uomo” e un 3-3 contro squadre come quella allenata da Gasperini è quasi normale. Si attacca in maniera meravigliosa, si difende con grande aggressività e si prendono rischi clamorosi. Del Genio non concorda con Allegri su questo punto: prendere tre gol non è un problema. Per vincere, il Napoli avrebbe probabilmente dovuto segnare quattro gol, come accaduto contro il Bodø/Glimt. In certe partite, quando prendono una certa direzione, è necessario segnarne quattro o cinque per vincere. Contro la Roma era evidente che tre gol potessero non bastare, dato che gli avversari mettevano in difficoltà nei duelli, portavano tanti uomini in area e avevano grandi qualità offensive.

D’altro canto, quando il Napoli riusciva a uscire bene dalla pressione avversaria, giocando con coraggio, trovava spazi straordinari alle loro spalle. La partita è stata proprio così: coraggio nelle uscite e grandi spazi da sfruttare. Il Napoli ha segnato tre gol e, senza un Gollini in grande serata, ne avrebbe potuti realizzare cinque o sei. Del Genio non se la sente di rimproverare la squadra per non aver segnato di più, poiché per quasi tutta la gara ha provato ad attaccare. Forse c’è stata un po’ troppa rinuncia dopo il doppio vantaggio, nonostante una grande occasione con Politano. Non si trattava di un problema di energie, ma di atteggiamento. Se la squadra fosse stata stanca, dopo il 2-2 avrebbe avuto un contraccolpo psicologico e perso la partita. Invece è tornata avanti e, anche dopo il 3-3 nel recupero, sembrava avere la forza per cercare il 4-3. È una questione mentale: bisogna capire che si deve continuare ad attaccare, anche sul 2-0 o 3-0, cercando di aumentare il più possibile il vantaggio.

Il rimprovero al Napoli non riguarda tanto la partita di oggi, ma altre gare in cui non ha applicato questo principio. Non riguarda nemmeno i tre gol subiti, così come contro il Bodø/Glimt. Contro squadre così offensive, si possono anche subire tre gol, ma loro si assumono rischi che il Napoli, con le proprie qualità, è in grado di sfruttare. La strada vista contro Bodø/Glimt e Roma è quella giusta. Se si giocheranno tante altre partite così, finiranno più spesso con una vittoria. La partita di oggi ha dimostrato le potenzialità offensive del Napoli, che finora non sono state sfruttate abbastanza per errori, scelte dell’allenatore e episodi sfortunati. Anche le assenze di giocatori come McTominay contano, ma in quei casi devono emergere organizzazione e mentalità. La Roma senza Koné e Dybala non è la stessa squadra, ma ha comunque effettuato venticinque tiri con un centrocampo composto da Cristante, De Roon e Pisilli. Del Genio paragona questi centrocampisti a Anguissa, De Bruyne e McTominay, evidenziando come questi ultimi, per potenzialità offensive, siano superiori. Anguissa, De Bruyne e McTominay sono giocatori che possono determinare tantissimo offensivamente. Il centrocampo a tre della Roma sembra scritto per essere una squadra che attacca, ma non sono mediani interdittori. De Bruyne ha sbagliato un paio di uscite per cercare di recuperare il pallone, ma questo è coraggio. Se l’anticipo non riesce, ci si assume un rischio; se riesce, si può arrivare subito dall’altra parte.

È la mentalità che piace a Del Genio, anche se a volte comporta rischi apparentemente eccessivi. L’alternativa è aspettare, ma così il pallone resta agli avversari, annientando le potenzialità offensive. Cercare l’anticipo, invece, permette di fare male all’avversario. Il calcio del Napoli è questo, il calcio è diventato questo. Il Napoli può fare un calcio ipermoderno, iperevoluto, iperoffensivo. Ora si spera soltanto che non sia troppo tardi, perché i calciatori conoscono la classifica e il distacco è notevole. Recuperare tutti quei punti non sarà semplice, anche se il Napoli avesse trovato la strada giusta. Davanti ci sono tante squadre che giocano bene, hanno grandi qualità e difficilmente andranno incontro a crisi. La rincorsa inizia ora, ma non si sa sinceramente dove potrà portare.

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