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Hojlund, 50 giorni senza gol: la “crisetta” del danese

Rasmus Hojlund non segna dal 5 settembre, accumulando 50 giorni senza reti tra Serie A e Champions League. Nonostante il digiuno, il giocatore corre e si impegna per la squadra, percorrendo 9,4 km a partita.
Hojlund, 50 giorni senza gol: la "crisetta" del danese Hojlund, 50 giorni senza gol: la "crisetta" del danese

Sono trascorsi cinquanta giorni dall’ultimo gol di Rasmus Hojlund. L’attaccante danese, che ha segnato il suo secondo gol stagionale contro l’Inter lo scorso 5 settembre, non è più riuscito a trovare la via della rete. Quella partita, terminata 3-2 per i nerazzurri, ha segnato un punto di svolta negativo per il giocatore, che da allora non ha più realizzato marcature sia in Serie A che in Champions League. A complicare ulteriormente il quadro, il rigore sbagliato contro il Frosinone, poi ribattuto e trasformato da Kevin De Bruyne.

Secondo quanto riportato da Il Napolista, la decisione di affidare a Hojlund il ruolo di centravanti titolare del Napoli potrebbe rivelarsi un azzardo costoso per il presidente De Laurentiis.

La Gazzetta dello Sport, attraverso le parole di Antonio Giordano, descrive la situazione attuale del giocatore:

“Chi l’ha visto? Cinquanta giorni cercando Hojlund, in quegli affollati sedici metri o nelle praterie più spaziose: niente, perché adesso va così, con questa cupa percezione di ritrovarsi dentro una crisetta del gol, perché si avverte la difficoltà personale ad essere se stesso, c’è un problema che esiste e che per risolverlo avrà bisogno di pazienza, d’un un pizzico di sana incoscienza e di un dettaglio che aiuti a riempire quel vuoto”.

Nonostante il digiuno realizzativo, la Gazzetta evidenzia come Hojlund continui a fornire un contributo prezioso alla squadra attraverso il suo impegno e la sua generosità. Viene citata una sua progressione contro la Roma, che ha creato un’opportunità per Olivera, il quale però non è riuscito a concretizzare a porta sguarnita.

La Gazzetta aggiunge ulteriori dettagli sul rendimento del danese:

“Ma lui, nei suoi 550’ effettivi, non si è sottratto alla fatica e con generosità viaggia ad una media di nove chilometri e mezzo a partita (9,4). Il resto (non irrilevante) è racchiuso in quel che ha fatto nella sua prima stagione da principe azzurro: sedici gol, dodici dei quali in campionato, primato personale di Manchester eguagliato e quei cinquanta milioni di euro investiti immediatamente benedetti, aspettando persino serate migliori che Allegri attende, senza lasciarsi travolgere dall’ansia”.

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