Bucchioni ha poi allargato il discorso ai valori del campionato, notando come squadre come il Como e la Roma siano ora competitive, mentre le difficoltà di Milan e Juventus persistono da anni. Le altre squadre sono cresciute, mentre queste sono rimaste indietro.
Analizzando la Juventus, il giornalista ha evidenziato le carenze enormi in attacco e in regia, citando il riciclo di Douglas Luiz come esempio di tempi troppo lenti. Bucchioni ha definito la situazione attuale della Juve come aggravata, affermando di non aver mai visto una Juventus così. Ha portato l’esempio di Koopmeiners, che non ha compreso una punizione indiretta per oltre un minuto, a dimostrazione di una squadra disconnessa. Questa disconnessione, a suo dire, coinvolge sia la squadra che l’allenatore, con i giocatori che non sembrano comprendere le indicazioni tecniche. Bucchioni ha menzionato come la squadra non segua le direttive sul campo, non riuscendo a governare le partite né a compiere il salto di qualità desiderato. La situazione di McKennie, secondo lui, testimonia una squadra spaccata. Il giornalista ha concluso affermando che, con una squadra viva, la classifica passerebbe in secondo piano, ma con l’organico attuale della Juve si può solo peggiorare. Ha ipotizzato che Spalletti, che alla Juve voleva compiere il capolavoro della carriera, abbia proposto un calcio troppo ambizioso rispetto alle potenzialità dell’organico, mentre a Lecce un approccio più basico ha trovato maggiore seguito, similmente a quanto accadeva in Nazionale.