L’editoriale di Antonio Corbo su Repubblica dopo Monza-Napoli analizza il secondo tempo della squadra partenopea. Corbo scrive: “Non solo spinto Hojlund che si sblocca, è tutto il Napoli che ritrova la leggerezza nella ripresa, la spensieratezza di chi corre da venti favorevoli.”
Massimiliano Allegri, in accordo con Landucci, ha dovuto rimodellare la formazione penalizzata dall’infortunio di Lobotka. La squadra era in difficoltà da qualche minuto e la serata appariva difficile, tanto da far ipotizzare che certi traumi possano derivare anche da un’imperfetta condizione fisica. Il centrocampo è apparso persino migliore con il più fresco Gilmour, che ha occupato il suo ruolo coprendolo con evidente sicurezza.
Nel primo tempo, il Monza aveva trovato un varco generoso tra Di Lorenzo e Politano, arrivando facilmente al gol di Varela. Una breve illusione, perché il Napoli aveva la vittoria quasi assicurata a Monza. Quando certe serate sembrano subito diverse da troppe altre.
Il lato sinistro del Napoli ha invece replicato grazie all’intesa raggiunta ormai da Olivera con Lang, uno dei migliori per vivacità, caparbietà e giocate pregevoli. Un altro cambio ha sostenuto il Napoli nella vittoria più rotonda, ma soprattutto per un tempo in perentoria superiorità.
Oltre a Milinkovic Savic, attento, Marianucci ha ben sostituito Rrahmani. Il suo ingresso ha garantito una migliore solidità difensiva, in perfetta intesa con Rafa Marin, che dopo l’errore nel contrasto ha ritrovato nell’orgoglio un’aggressiva lucidità. Marin si è portato in avanti, segnando il terzo gol. Successivamente è arrivato il quarto di De Bruyne. Nel bilancio di Allegri, basta pensare al recupero del campione belga, alla sua gestione di talento e umore per dare un senso al suo geniale acquisto, peccato che sia stato bruciato un anno. Ma anche questa è un’altra storia intrecciata.