Migliaia di sostenitori del Napoli sono scesi nelle strade della città per celebrare il centenario del club. La festa, iniziata con l’iniziativa del tifo organizzato un mese fa, ha visto la partecipazione di ultras, famiglie, anziani e bambini, uniti nel cantare cori storici e recenti. L’evento anticipa la celebrazione ufficiale organizzata dalla società domani in piazza Plebiscito.
Tra la folla, i leader storici del tifo hanno espresso commozione: “Il nostro lo abbiamo fatto, ora tocca ai giovani“, ha dichiarato uno di loro, aggiungendo che “oggi è più difficile stare in curva“. La scena è stata completata dalla presenza di una figura che ricorda San Gennaro, simbolo della città, a benedire la piazza carica di passione.
Il corteo azzurro, che si estende per le strade, rappresenta tre generazioni di tifosi, uniti nel celebrare un secolo di storia del Napoli. I più piccoli sono accompagnati da coloro che conservano ancora il ricordo del Napoli di Diego Armando Maradona. La narrazione storica abbraccia figure come Ascarelli, Sivori, Savoldi, Krol, fino al “re” Maradona, omaggiato sulle bandiere sventolate sotto il sole.
In linea con il pensiero di Arrigo Sacchi, per cui “il calcio è la cosa più importante tra le meno importanti“, a Napoli questa passione assume i contorni di una vera e propria religione, un sentimento profondo che contrasta con l’aridità del materialismo contemporaneo.
Presso i gazebo allestiti alla Rotonda Diaz, sono esposte fotografie che ripercorrono cento anni di storia del club. Ci si interroga su cosa potrebbe pensare Massimiliano Allegri, recentemente entrato a far parte della nomenclatura del club, osservando le immagini di Mergellina tra le bandiere azzurre e il Vesuvio. Potrebbe comprendere che, in questa città, anche un “corto muso” è destinato a trasformarsi in un’eruzione di entusiasmo. Un augurio di continuità per i prossimi cento anni del Napoli