Dries Mertens, figura emblematica del Napoli, ha condiviso i suoi pensieri in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, toccando temi legati al Belgio, ai Mondiali e al suo legame con la città partenopea.
Riguardo a una conversazione avuta lo scorso anno con Kevin De Bruyne, che all’epoca aveva firmato per il Napoli, Mertens ha rivelato che il calciatore lo contattò prima del trasferimento. Mertens non si sbilanciò nella decisione, ma descrisse Napoli come uno spettacolo, una città bellissima dove si può trovare divertimento, sottolineando come il passaggio da Manchester a Napoli possa significare un cambiamento radicale nella vita.
Di fronte alle attuali voci di un possibile addio di De Bruyne, Mertens consiglia al compagno di rimanere, ritenendo che possa ancora fare la differenza. Nonostante i problemi fisici nella prima stagione, Mertens ha ricordato l’ottimo inizio di De Bruyne.
Interrogato su cosa cambierebbe di Napoli, Mertens ha risposto che non modificherebbe nulla, poiché la città va accettata per quella che è, con i suoi difetti che contribuiscono a farla amare. Alla domanda sul compagno più scarso, con una risata, ha menzionato Pavoletti, definendolo fortissimo di testa ma meno abile con i piedi.
Infine, parlando dei Mondiali e dei ricordi d’infanzia, Mertens ha ricordato con emozione l’urlo di Maradona rivolto alla telecamera nel 1994, definendo Diego come incarnazione di forza e personalità.