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Massimo Cellino elogia Allegri: “Pochi allenatori vedono il calcio come lui”

Massimo Cellino, presidente del Cagliari, ha elogiato Massimiliano Allegri per la sua visione calcistica e professionalità. Ha ricordato aneddoti sul loro passato, il suo ruolo nella FIGC e il rapporto con Aurelio De Laurentiis.
Massimo Cellino elogia Allegri: "Pochi allenatori vedono il calcio come lui" Massimo Cellino elogia Allegri: "Pochi allenatori vedono il calcio come lui"

In una recente intervista rilasciata a Radio Crc, Massimo Cellino, presidente del Cagliari, ha condiviso le sue riflessioni su diversi temi calcistici, con un focus particolare su Massimiliano Allegri.

Tra le sue dichiarazioni, Cellino ha affrontato questioni storiche e personali:

“Più grande Messi o Maradona? Maradona è uno e basta. Non si discute.”

“Nel 2006 il nostro calcio viveva un momento imbarazzante. Venivamo da un momento bellissimo come quello della vittoria del Mondiale degli uomini di Marcello Lippi. Quel trofeo, però, lo vinsero i calciatori mentre il calcio in Italia stava andando alla deriva. A quel punto io ho dovuto ricoprire il ruolo di Presidente ad interim della FIGC poiché non c’era nessuno che poteva farlo ed io ero l’unico. Sono stato cinque anni nel consiglio federale della FIGC.”

Carte bruciate? C’erano dei documenti che certificano che un funzionario legale della Lega Serie A ricattava parecchie società poiché avevano commesso delle irregolarità formali come l’iscrizione al campionato o il pagamento delle tasse. Io mi trovai nelle mani questo dossier e file dove c’erano un sacco di cartelle. La mia non c’era poiché ero abbastanza corretto. Quelle cartelle contenevano tutte cose che poteva destare fastidio alle società. Io allontanai questa persona per altri motivi e tutti i dipendenti della Lega furono felici.”

Il presidente ha poi approfondito il suo rapporto con Massimiliano Allegri:

“Ho sempre valutato Massimiliano Allegri per come gestiva la squadra e per come allenava. Io non sono un allenatore, sono un Presidente. Infatti, seguivo tutti gli allenamenti, le vicissitudini e tutti i problemi che avevamo. Quando Allegri arrivò sulla panchina del Cagliari prese il posto di un allenatore (Ballardini, ndr) che l’anno precedente ci aveva salvato all’ultima giornata e ci aveva portato in Serie A. Infatti, eravamo molto legati a lui.”

“Noi non vincevamo le partite per delle casualità poiché la squadra giocava bene ed era allenata benissimo. Io vedevo la squadra un po’ restia. Dopo la sesta partita che giocammo contro il Milan che pareggiamo e potevamo vincerla, tutti dissero che doveva essere mandato via mentre io, invece, gli allungai il contratto di cinque anni. A quel punto lui mi chiese: ‘Presidente, chi avverte la stampa? Io o lei?’. Io gli risposi: ‘E perché devo avvertire la stampa?’. Lui mi chiese a quel punto del perché gli feci il contratto. Io gli risposi che in questo modo qualora iniziasse a vincere e mi chiedeva il triplo, si teneva quel contratto e andava avanti così. La giornata successiva vinse a Torino 1 a 0 con un gol di Acquafresca e fece 7-8 vittorie di fila.”

Sulla filosofia di Allegri, Cellino ha aggiunto:

Allegri fa gli interessi della società, gli dai dei giocatori, non si lamenta, li allena e cerca di tirare il massimo da loro. Ci sono pochi allenatori in circolazione che vedono il calcio come lo vede lui. Deve essere concentrato, non essere distratto e la società gli deve stare vicino. L’occhio per il calcio e la professionalità di Allegri l’ho riscontrata in pochissimi allenatori.”

Riguardo a un possibile futuro di Allegri al Napoli e il suo passato:

“Gli scudetti del Napoli sono di una ricchezza più grossa di quelli vinti dalla Juventus, Milan e Inter. Per i napoletani, il Napoli non è una squadra, è tutto. Allegri sa che responsabilità ha a Napoli e che passione ci mettono i napoletani. Non credo sia andato lì per guadagnare 100 mila euro in più. Allegri è andato lì per affrontare una sfida sicuramente e farà bene.”

“Ho sentito Massimiliano prima che venisse a Napoli. Se è venuto a Napoli è perché crede in se stesso. Non dimentichiamo che aveva 3 anni di contratto con il Real Madrid ma preferì restare alla Juventus. Prima di MilanCagliari l’ho sentito, dicendogli che non poteva lasciare i rossoneri fuori dalla Champions League, che avrebbe fatto una brutta figura, lui mi diede ragione dicendomi però che si sentiva lasciato solo dalla società. Probabilmente aveva già la testa lontano da Milano.”

Non sono mancati aneddoti sul presidente del Napoli:

“Aneddoti su Aurelio De Laurentiis? Con me è sempre stata una cara persona, il giorno del mio compleanno mi fece la torta con le sue mani. Aurelio è un uomo molto passionale, che vive intensamente il calcio.”

Infine, Cellino ha ricordato alcuni episodi legati al Napoli e al mercato:

“Io anti-Napoli? No, ma ho due brutti ricordi. Una volta venimmo qui a giocare una partita in campo neutro contro il Piacenza, scelsi io Napoli. Ci trovammo una città contro, poiché l’allenatore del Piacenza l’anno dopo sarebbe diventato il nuovo allenatore del Napoli e dunque ci trattarono male. Una volta invece giocavamo a Cagliari per salvarci contro il Napoli, loro segnarono per primi ed alcuni tifosi partenopei si girarono verso di me, urlando Serie B, ci rimasi male. Io comprai il Cagliari con dei soci napoletani, con il mio mentore Franco Ambrosio, grande tifoso del Napoli.”

Lavezzi lo trattai io, Marino mi chiese come fosse come giocatore e gli dissi che non avevo voluto dargli 4 milioni, allora lui ne offrì 8 e me lo fregò (ride ndr).”

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