André Cruz, ex talento brasiliano noto per le sue grandi abilità difensive e la maestria nei calci di punizione, è tornato a Napoli in occasione dell’amichevole delle Napoli Legends allo stadio Diego Armando Maradona. L’ex giocatore azzurro, che ha militato nel club partenopeo per tre stagioni, si è raccontato ai microfoni di .
Cruz ha espresso grande piacere per il ritorno nella città partenopea, definendola un luogo legato a ricordi straordinari, pur rammaricandosi di non poter partecipare attivamente alla partita. Ha poi ripercorso le tappe che lo portarono a vestire la maglia azzurra, un trasferimento nato dalla volontà di Luis Gallo e del direttore sportivo Carlo Jacomuzzi in un momento di difficoltà economica per il club. La scelta di venire a Napoli si è rivelata vincente, permettendogli di riconquistare la nazionale brasiliana.
L’ex difensore ha ricordato con affetto le sue punizioni più belle, in particolare quelle realizzate contro l’Inter a San Siro e contro il Parma, quest’ultima decisiva per la vittoria per 2-1. Le sue esultanze, ha spiegato, nascevano dalla gioia del momento e dall’importanza della vittoria, più che da una preparazione specifica. Ha ammesso che il suo secondo anno è stato complicato da infortuni e dalla difficoltà nel recuperare la piena forma fisica, ma ha sottolineato di essersi trovato bene con Vincenzo Guerini, nonostante le diverse idee tattiche iniziali.
Riguardo a Vujadin Boskov, Cruz lo ha descritto come un allenatore di grande esperienza, dallo stile semplice e diretto, che ha contribuito significativamente alla sua crescita. Ha condiviso un aneddoto divertente sull’allenatore serbo, legato a una battuta in aeroporto. Sul suo connazionale Freddy Rincón, ha evidenziato una personalità riservata, ma ha riconosciuto il suo grande impatto sul Napoli una volta superato il periodo iniziale di adattamento.
Tra i rimpianti, Cruz ha menzionato la mancata partecipazione alla finale di Coppa Italia contro il Vicenza e la sfida in Coppa UEFA contro l’Eintracht Francoforte. Ha descritto il gruppo del Napoli come molto unito e forte, nonostante le difficoltà fisiche e la rosa corta in quegli anni. Ha poi elogiato Carmelo Imbriani come un ragazzo professionale e un valido compagno, sottolineando l’importanza del supporto del gruppo per i giovani.
La decisione di lasciare Napoli nel 1996 fu influenzata dal mancato rinnovo del contratto alle condizioni richieste e dalla proposta del Real Madrid, bloccata dai dirigenti azzurri. Con l’avvento della Legge Bosman, il Napoli tentò di rinnovare, ma ormai Cruz era orientato verso Inter e Milan, scegliendo quest’ultimo per le maggiori opportunità di convocazione in vista del Mondiale del 1998.
Confrontando Napoli e Milano, ha descritto la prima come più