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Allegri aziendalista, ma non fa miracoli: si rischia di smontare il Napoli

Allegri è un tecnico solido, abituato alle pressioni, sa lanciare i giovani con disinvoltura, ma anche lui ha bisogno di campioni per fare risultati.Il calcio estivo vive anche di suggestioni, di nomi che accendono la fantasia dei tifosi, ma l
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Allegri è un tecnico solido, abituato alle pressioni, sa lanciare i giovani con disinvoltura, ma anche lui ha bisogno di campioni per fare risultati.

Il calcio estivo vive anche di suggestioni, di nomi che accendono la fantasia dei tifosi, ma la realtà dei numeri e del campo bussa sempre alla porta con brutale puntualità. L’arrivo di Massimiliano Allegri al Napoli, tuttavia, è all’insegna del “non si compra se prima non si vende” e dunque il mercato è bloccato quasi del tutto.

Allegri aziendalista, ma non fa miracoli

E va anche bene se consideriamo che questa rosa, nonostante i tanti infortuni, ha chiuso al secondo posto alle spalle dell’Inter campione d’Italia. Allegri è stato presentato come un aziendalista da parte del presidente Aurelio De Laurentiis. Ed è di certo una caratteristica positiva considerando che nel calcio di oggi la sostenibilità economico-finanziaria è la base imprescindibile di ogni progetto tecnico. Tuttavia si rischia di chiedere un miracolo a Max, ed il livornese non è di quelli che ne fa.

Si rischia di smontare il Napoli

Allegri è un tecnico solido, abituato alle pressioni della piazza, sa lanciare i giovani con disinvoltura, ma anche lui ha bisogno di campioni come tutti per fare risultati. Si parla in questi giorni, infatti, di cedere calciatori come Lukaku, De Bruyne e forse anche Anguissa. Il punto è: chi arriverà al loro posto? Se si pensa di poter sostituire giocatori simili con il rientrante Lucca, con il lancio definitivo di Vergara e con qualche nome esotico per la mediana, si corre un rischio enorme nell’anno del centenario. Altro che il Napoli è già forte così com’è – concetto espresso da De Laurentiis – si va verso l’immagine di un giocattolo smontato. 

Nell’anno del centenario servono certezze, giocatori pronti per grandi traguardi: pensare ad esempio di sostituire Buongiorno con Rafa Marin o Marianucci, è follia. Pensare di sistemare Giovane alle spalle di Hojlund come alternativa, è un salto nel vuoto. In generale, chiedere ad Allegri di costruire la rosa con elementi che nel recente passato non hanno mostrato qualità ad alti livelli, è giocare con il fuoco.

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