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Napoli, la vittoria contro il Bologna: segnali di crescita

La vittoria del Napoli contro il Bologna, decisa da Lobotka, non riflette appieno la superiorità azzurra. Nonostante le assenze, la squadra ha mostrato adattamento tattico e crescita individuale.
Napoli, la vittoria contro il Bologna: segnali di crescita Napoli, la vittoria contro il Bologna: segnali di crescita

La vittoria del Napoli contro il Bologna, decisa da un gol di Lobotka nella ripresa, non riflette appieno la superiorità mostrata dalla squadra azzurra, specialmente nella seconda metà della partita. Nonostante le assenze di sette giocatori chiave, tra cui McTominay, Anguissa e Meret, il tecnico Allegri ha adattato il modello di gioco alle caratteristiche degli uomini disponibili.

La scelta di schierare un doppio play con Lobotka e Gilmour è stata una soluzione tatticamente coerente, volta ad aumentare la qualità della prima costruzione e il controllo del possesso, compensando la minore spinta offensiva dei centrocampisti. Il Bologna ha tentato di ostacolare Lobotka, ma le triangolazioni e le rotazioni posizionali del Napoli hanno reso meno efficace la marcatura individuale. Nella ripresa, l’aumento di ritmo e aggressività da parte del Napoli ha messo in difficoltà il Bologna, incapace di costruire gioco offensivo.

L’ingresso di Noa Lang ha migliorato la capacità di attaccare gli half-spaces, mentre Favasuli ha portato energia, conduzione e imprevedibilità. Proprio Favasuli ha fornito l’assist per il gol di Lobotka, frutto di una pressione costruita e di una giocata individuale che ha rotto l’ultimo blocco difensivo. Il gol è stato il culmine di una pressione progressivamente costruita, con Lobotka che ha attaccato lo spazio con un inserimento, una scelta tattica che ha paradossalmente sovvertito l’idea di privilegiare il palleggio rispetto agli inserimenti.

La partita ha anche evidenziato una crescita individuale: Kevin De Bruyne è apparso più coinvolto e continuo nella costruzione del gioco, con Allegri che gli ha chiesto di muoversi maggiormente per creare superiorità numerica. Anche Hojlund ha mostrato una presenza più funzionale, attaccando la profondità e offrendo riferimenti verticali. L’impatto positivo dei cambi, come Favasuli e Lucca, ha aggiunto energia e diverse opzioni offensive. Vergara, schierato dall’inizio, ha mostrato crescita e personalità.

La differenza principale rispetto alle gare precedenti risiede nella qualità del controllo della partita. Il Napoli ha dominato impedendo al Bologna di avanzare con il possesso palla, dimostrando un controllo funzionale piuttosto che un possesso sterile. La squadra ha occupato meglio il campo, recuperato più rapidamente le seconde palle e mantenuto il Bologna lontano dalla propria area. Pur non essendo ancora una versione definitiva, il Napoli appare più equilibrato nella relazione tra possesso, occupazione degli spazi e gestione delle transizioni, mostrando la capacità di adattare il piano partita agli uomini disponibili senza perdere l’identità competitiva.

Questa vittoria, pur non potendo essere considerata una sentenza definitiva dato il valore dell’avversario e il contesto, assume un significato importante. Il Napoli aveva bisogno di ritrovare ordine, fiducia e riferimenti, oltre ai tre punti. Dopo tre sconfitte consecutive, Allegri ha ottenuto una risposta da una squadra che ha concesso poco, mantenuto il controllo emotivo e aumentato l’intensità nella ripresa. La vera notizia per Allegri è che il Napoli sembra aver iniziato a diventare una squadra.

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