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Napoli a Firenze: identità c’è, ma manca cinismo sotto porta

Il Napoli mostra personalità e controllo a Firenze, ma fatica a concretizzare. L’analisi evidenzia problemi in fase offensiva, con Hojlund e De Bruyne poco incisivi e Anguissa non decisivo.
Napoli a Firenze: identità c'è, ma manca cinismo sotto porta Napoli a Firenze: identità c'è, ma manca cinismo sotto porta

Il Napoli ha mostrato una buona personalità e controllo della partita contro la Fiorentina al Franchi, ma ha evidenziato una carenza di incisività e concretezza in zona gol. Nonostante una chiara identità di gioco e una buona padronanza dei meccanismi di possesso, la squadra di Allegri fatica a trasformare le azioni offensive in reali opportunità da rete. Il problema risiede nell’ultimo passaggio e nella finalizzazione, aspetti che impediscono di capitalizzare il dominio territoriale.

La formazione iniziale, un 4-2-3-1 con Lobotka e Gilmour a centrocampo, De Bruyne alle spalle di Hojlund e Politano e Lang sugli esterni, ha mostrato fluidità in fase di possesso. Il Napoli ha cercato di attirare la Fiorentina per attaccare gli spazi, con i terzini pronti a supportare la manovra. Il gol di Gilmour al 23′, su calcio d’angolo preparato, ha testimoniato la qualità del lavoro sulle palle inattive. Tuttavia, nel gioco aperto, la squadra ha mostrato difficoltà nel completare l’azione offensiva, mancando verticalizzazioni, passaggi precisi in area e movimenti coordinati.

La Fiorentina ha pareggiato al 51′ con Jimenez, la cui conclusione deviata da Rafa Marín ha ingannato Milinkovic-Savic. Nonostante ciò, il Napoli non ha perso il controllo emotivo, un segnale positivo.

Un aspetto critico riguarda la prestazione di Rasmus Hojlund. Il centravanti danese è apparso troppo marginale, non riuscendo a essere un riferimento costante per il sistema offensivo. La sua scarsa presenza ha limitato le opzioni per De Bruyne, gli esterni e le mezzali, appiattendo la manovra offensiva.

Anche Kevin De Bruyne non ha inciso come ci si aspetterebbe. Nonostante la sua qualità, la sua presenza è stata discontinua e non è riuscito a imporre il ritmo della rifinitura. Una sua perdita di possesso al 64′ ha generato una transizione pericolosa per la Fiorentina.

L’ingresso di Frank Zambo Anguissa nel finale, recuperato dopo una settimana di lavoro differenziato, non ha prodotto l’effetto sperato. Nonostante il compito di aumentare fisicità e capacità di conduzione, il suo impatto è stato limitato, senza riuscire a imprimere la variazione di ritmo cercata.

Negli ultimi venti minuti, il Napoli ha creato maggiori pericoli, con De Gea protagonista su conclusioni di Neres e Favasuli. La squadra ha chiuso la gara con un xG di 2,13 contro 1,06 della Fiorentina, indicando che le occasioni sono state create, soprattutto in una fase più aperta della partita. La produzione offensiva esiste, ma necessita di maggiore continuità e struttura.

Il pareggio al Franchi non indica una crisi, ma una squadra in costruzione. Il Napoli ha dimostrato possesso, controllo territoriale e qualità nella costruzione, ma anche scarsa presenza del centravanti, rifinitura intermittente e insufficiente conversione del dominio in occasioni nitide. Hojlund deve essere più presente, De Bruyne più continuo, e Anguissa ritrovare la condizione. Allegri dovrà lavorare per trasformare la superiorità posizionale in superiorità qualitativa nell’area avversaria. Manca la ferocia tecnica per passare da un buon gioco a una vittoria sicura, e questa differenza si gioca nell’ultimo passaggio, nell’ultimo movimento e nell’ultima scelta.

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