Oltre alle problematiche legate all’andamento della squadra, sta suscitando un acceso dibattito la gestione del calendario e degli orari da parte della Lega Calcio di Serie A. La tifoseria azzurra ha manifestato apertamente il proprio dissenso nei confronti della Lega per le fasce orarie stabilite per le prime giornate del campionato, fino alla sosta per gli impegni delle nazionali.
La questione centrale della protesta riguarda il motivo per cui il Napoli sia costretto a scendere in campo durante le ore più calde, anziché in quelle serali. L’ultimo match disputato al Franchi ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso: la partita iniziata a Firenze alle 12:30 ha scatenato l’indignazione generale, considerando le proibitive condizioni climatiche sia per i giocatori che per i tifosi presenti sugli spalti.
Questa scelta è stata giudicata incomprensibile, soprattutto se confrontata con il precedente incontro casalingo contro il Bologna, programmato alle 18:00 in un periodo di temperature record e afa persistente. Nei post che stanno circolando si legge: “È una questione di rispetto, per la salute dei calciatori e per i sacrifici dei tifosi: calendario vergognoso”. I sostenitori partenopei non si capacitano del perché ad altre squadre di primo piano vengano sistematicamente assegnati gli slot delle 20:45, mentre per il Napoli il fischio d’inizio coincida quasi sempre con le ore più torride della giornata.
La protesta non riguarda soltanto la qualità dello spettacolo in campo, inevitabilmente compromessa dai ritmi lenti imposti dalle temperature estreme, ma anche le difficoltà logistiche per chi si sposta. Affrontare trasferte o raggiungere lo stadio a metà giornata con questo clima sta diventando un’impresa sempre più ardua.