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Stadio Maradona, rivoluzione da 200 milioni: via la pista e 63mila posti

Lo Stadio Diego Armando Maradona si prepara a un radicale cambiamento con un investimento di 200 milioni di euro. Il progetto prevede la rimozione della pista d’atletica, l’aumento della capienza a 63.300 posti e la creazione di aree commerciali e spazi esperienziali.
Stadio Maradona, rivoluzione da 200 milioni: via la pista e 63mila posti Stadio Maradona, rivoluzione da 200 milioni: via la pista e 63mila posti

Lo Stadio Diego Armando Maradona si prepara a un radicale cambiamento. Il piano di ristrutturazione dell’impianto di Fuorigrotta sta diventando sempre più concreto, con un investimento totale che si stima possa raggiungere i 200 milioni di euro. Questi fondi serviranno per interventi che trasformeranno non solo l’interno dello stadio, ma anche le aree circostanti.

Il finanziamento prevede 50 milioni di euro stanziati dal Comune di Napoli e altri 150 milioni provenienti dalla Regione Campania. Questa disponibilità economica consentirà di procedere con il restyling indipendentemente dall’eventuale scelta dell’impianto per ospitare gli Europei del 2032.

La tabella di marcia ipotizzata guarda già ai prossimi anni. Secondo quanto riportato da Il Mattino, il cantiere principale dovrebbe aprire tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con il completamento della nuova versione del Maradona previsto entro il 2030.

Una delle modifiche più significative riguarderà la pista d’atletica. Il progetto prevede la sua completa rimozione, alterando una delle caratteristiche storiche dell’impianto di Fuorigrotta. Questo intervento è destinato a incidere profondamente sulla configurazione dello stadio, con l’obiettivo di creare un impianto più moderno e focalizzato sull’esperienza degli spettatori durante le partite di calcio.

Il nuovo Maradona dovrebbe inoltre offrire una capienza notevolmente superiore a quella attuale. I posti disponibili aumenteranno fino a circa 63.300, con un incremento di circa novemila unità. L’aumento della capacità è solo una parte del piano, che include una revisione generale degli spazi per il pubblico e dei servizi interni alla struttura.

Particolare attenzione sarà dedicata alla tribuna centrale, dove il progetto introduce soluzioni innovative, già presenti nei principali stadi europei. Sono previsti 36 skybox, ciascuno in grado di ospitare 16 persone, per un totale di 576 posti nelle nuove aree riservate. A questi si aggiungerà un’ulteriore area di prestigio: un salottino premium con una capienza di 576 spettatori, pensato per espandere l’offerta hospitality dello stadio.

La trasformazione non si limiterà alle tribune. Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la riqualificazione degli spazi esterni. Attorno al Maradona sorgerà un parco verde di circa sei ettari, integrando lo stadio in una zona completamente ridisegnata. L’intento è superare il concetto di impianto utilizzato solo per le partite, creando servizi e attività che rendano l’area fruibile anche in altri giorni della settimana. In quest’ottica, sono previsti circa 8.500 metri quadrati per aree commerciali, che contribuiranno alla trasformazione del complesso di Fuorigrotta.

Un’altra novità riguarderà il legame tra lo stadio, Diego Armando Maradona e la storia calcistica della città. Circa 2.500 metri quadrati saranno dedicati alla cosiddetta “Maradona Experience”, uno spazio concepito per arricchire l’offerta dell’impianto e valorizzarne l’identità. La presenza di aree commerciali, servizi premium e spazi esperienziali permetterebbe allo stadio di assumere una funzione più ampia rispetto a quella esclusivamente sportiva, generando attività anche lontano dai novanta minuti di gioco.

In attesa dell’avvio del grande cantiere, alcuni lavori preliminari sono già iniziati. Gli interventi riguardano principalmente la riapertura dei parcheggi e il recupero del terzo anello. Le opere maggiori seguiranno una programmazione per lotti, distribuendo i lavori nel tempo e coordinandoli con l’attività sportiva del Napoli. I periodi estivi, al termine della stagione calcistica, saranno sfruttati per accelerare i cantieri e realizzare gli interventi più complessi, minimizzando l’impatto sull’utilizzo dello stadio.

La candidatura italiana per Euro 2032 è un tema collegato alla modernizzazione degli stadi, ma il futuro del Maradona non dipenderà esclusivamente da questa manifestazione. La disponibilità delle risorse da parte delle istituzioni locali consentirà di procedere con il programma di ristrutturazione anche se Napoli non fosse tra le città ospitanti. L’obiettivo è consegnare entro il 2030 uno stadio più capiente, moderno e integrato con il quartiere di Fuorigrotta, trasformando radicalmente l’attuale configurazione.

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