Stanislav Lobotka, centrocampista del Napoli, ha espresso la sua preoccupazione riguardo all’eccessiva densità del calendario calcistico. Al rientro dagli impegni con la Slovacchia, il giocatore ha dichiarato a Sport24: “Ho disputato quattro partite in diciassette giorni. La gara più dura fisicamente è stata contro le Isole Far Oer, a causa delle condizioni del campo e del clima. Nonostante venga pagato molto bene, sono pur sempre un essere umano e avverto la fatica fisica, oltre a quella legata ai continui spostamenti aerei. Anche quando gioco solo un’ora, il dispendio energetico è significativo”.
Il calciatore ha sottolineato come, nonostante la retribuzione elevata, lo stress fisico ricada interamente sul corpo del giocatore. Il Napoli si appresta ad affrontare un periodo intenso con nove partite in un mese, a partire dall’incontro di sabato contro il Frosinone.
Lobotka ha aggiunto: “Qualcuno potrebbe pensare che la sosta per le nazionali sia d’aiuto, ma ora ci attendono nove partite con il Napoli prima di tornare a giocare con la nazionale. Giochiamo ogni tre giorni, il calendario è davvero massacrante. Indipendentemente da quanto si venga pagati, lo stress è una questione personale e fisica”.
Il giocatore ha fatto riferimento ai numerosi infortuni occorsi durante le recenti soste per le nazionali, citando anche i casi nel suo stesso club. Nel Napoli, infatti, si sono fermati Favasuli, Mathias Olivera e Antonio Vergara. Lobotka ha concluso: “Basta osservare quanti calciatori sono attualmente infortunati, molti dei quali si sono fatti male durante gli impegni con le rispettive nazionali. Noi, come Slovacchia, non disponiamo di un ampio bacino di 40-50 giocatori per poter gestire il turnover. Le opzioni sono limitate, si può solo sperare di rimanere in salute e non subire infortuni”.