Il lavoro di un portiere moderno va oltre i consueti tiri in porta o gli esercizi standard con il pallone da calcio. Presso il centro sportivo di Castel Volturno, la fantasia dello staff tecnico e l’impegno dei singoli emergono attraverso metodologie di allenamento particolari, capaci di attirare l’attenzione e di rivelare i segreti dietro le prestazioni domenicali.
Alex Meret è stato recentemente immortalato in un’azione spettacolare, un tuffo basso, mentre tra i guantoni non teneva un pallone da calcio, ma una sfera speciale, riconoscibile come un pallone da pallavolo con le sue tipiche fasce colorate.
Il portiere è rientrato nel gruppo squadra, insieme a Leonardo Spinazzola e Samuel Giovane. Ha ripreso subito ad allenarsi a pieno regime sotto la guida del preparatore dei portieri Daniele Borri, affiancando Nikita Contini e Claudio Pugliese. Solo lavoro di scarico per Vanja Milinkovic-Savic, reduce dagli impegni con la Serbia, così come per Noa Lang (Olanda) e Rasmus Hojlund (Danimarca).
Questa pratica non è una semplice diversione, ma una tecnica fondamentale per il training cognitivo e coordinativo. La leggerezza e la traiettoria inattesa di un pallone diverso da quello usuale impongono al portiere un lavoro visivo e propriocettivo aggiuntivo.
Sono necessari riflessi millimetrici e una sensibilità dei polsi eccezionale per controllare una sfera che segue leggi fisiche in modo anomalo. Si tratta di un esercizio ad alta intensità, finalizzato a rafforzare la difesa della porta in vista della prossima e cruciale partita di campionato contro il Frosinone