La partita tra Como e Roma si è conclusa sul punteggio di 0-0, ma un episodio ha generato notevole dibattito: l’espulsione di Donyell Malen al 53′ per un intervento in scivolata su Kaiki. L’arbitro Fabbri ha giudicato il fallo grave, decretando il rosso diretto.
Nonostante le proteste del tecnico giallorosso Gasperini per un presunto fallo subito da Malen prima dell’azione incriminata, resta il dubbio sulla sua effettiva disponibilità per la sfida contro il Napoli, in programma sabato 24 ottobre alle ore 18:00 allo stadio Maradona. I tifosi romanisti hanno espresso disappunto per quella che ritengono un’ingiustizia.
La decisione finale sulla durata della squalifica dipenderà dal referto arbitrale e dall’interpretazione del Giudice Sportivo. Il regolamento prevede tre scenari possibili. Il primo, basato sull’articolo 9 comma 7, prevede una giornata di squalifica. In questo caso, Malen salterebbe solo la partita contro il Genoa, tornando disponibile per quella contro il Napoli. Questa ipotesi si applica se l’intervento viene considerato un grave fallo di gioco, ma sempre nel contesto della contesa del pallone.
La seconda ipotesi, contemplata dall’articolo 39 comma 2, prevede due giornate di squalifica. Se il Giudice Sportivo dovesse ritenere che l’azione di Malen abbia configurato una condotta gravemente antisportiva, con vigoria sproporzionata e pericolo per l’avversario, il giocatore sarebbe fuori sia con il Genoa che con il Napoli.
Infine, la terza e meno probabile ipotesi, secondo l’articolo 38 comma 1, riguarda tre o più giornate di squalifica. Questo scenario si applicherebbe in caso di condotta violenta particolarmente grave, con una reale intenzione di arrecare danno all’avversario, circostanza che nel caso di Malen appare meno plausibile.