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Napoli, Allegri sotto esame: serve un cambio di rotta

La sconfitta del Napoli contro il Venezia per 1-0 evidenzia le difficoltà della squadra. Massimiliano Allegri invita alla calma, ma i numeri iniziano a preoccupare.
Napoli, Allegri sotto esame: serve un cambio di rotta Napoli, Allegri sotto esame: serve un cambio di rotta

La situazione in casa Napoli inizia a destare preoccupazione. La squadra azzurra, dopo la sconfitta contro il Venezia, si ritrova a dover affrontare una situazione che richiede un cambio di marcia e un ritrovamento della coesione del gruppo.

Al Penzo, il Venezia ha ottenuto i suoi primi tre punti stagionali, mentre il Napoli è tornato a casa con un risultato negativo che va oltre il punteggio di 1-0. Gli azzurri non sono riusciti a trovare la rete, nonostante numerose occasioni create, un calcio di rigore fallito da De Bruyne e un finale in cui Stankovic ha compiuto interventi decisivi per negare il pareggio.

Nel post-partita, Massimiliano Allegri ha sollecitato lucidità, invitando a proseguire il lavoro e a trasformare la delusione in determinazione. Il tecnico ha evidenziato come le prestazioni ci siano state e che gli episodi sembrino penalizzare sistematicamente la sua squadra. Sebbene la ricostruzione degli eventi in campo sia condivisibile, l’analisi complessiva del tecnico livornese appare meno condivisibile per chi scrive.

Il Napoli continua infatti a perdere terreno e a manifestare difficoltà che non possono essere giustificate ogni settimana con la speranza di un futuro ribaltamento degli episodi a favore.

A Venezia, Allegri ha optato per il turnover, lasciando inizialmente fuori alcuni elementi chiave. Una scelta comprensibile visti gli impegni ravvicinati, ma che merita un’analisi alla luce dell’esito e dello svolgimento della partita. Hojlund e De Bruyne sono entrati solo nella ripresa, quando la squadra era già costretta a inseguire.

Si può discutere sull’opportunità di tali scelte, sul modulo di gioco, sulla gestione delle sostituzioni e sulla capacità della squadra di interpretare le varie fasi di gara. Questo è il normale processo quando si cerca di comprendere le ragioni delle difficoltà di una formazione costruita per ambire ai vertici.

Allegri, tuttavia, sembra trovare nelle prestazioni un motivo sufficiente per guardare avanti con fiducia. Anche dopo la gara contro il Venezia, ha difeso l’impostazione tattica, sottolineando che una squadra capace di generare 29 conclusioni difficilmente avrebbe ottenuto un risultato diverso con un difensore centrale in meno.

Il tecnico potrebbe avere ragione, ma sorge il dubbio se questo sia realmente il punto cruciale della questione. Il Napoli ha subito tre sconfitte nelle ultime sette partite di Serie A e cinque incontri complessivi in stagione, considerando anche la Champions League. Numeri che iniziano a diventare pesanti e che sollevano interrogativi sulla direzione intrapresa.

Nessuno può negare ad Allegri il diritto di difendere il proprio operato; il suo palmarès parla chiaro e sarebbe ingeneroso dimenticare i suoi successi. Tuttavia, le vittorie passate non possono costituire una risposta definitiva alle problematiche attuali.

Un aspetto della sua comunicazione pubblica risulta poco convincente: la scarsa disponibilità, almeno a livello mediatico, a riconoscere che anche le sue decisioni possano aver inciso sull’esito negativo di una partita.

Gli errori individuali, le occasioni sprecate, gli episodi sfavorevoli sono elementi reali su cui il tecnico insiste spesso. Tuttavia, quando una squadra non riesce a esprimere con costanza il proprio potenziale, è inevitabile interrogarsi anche su chi ha il compito di valorizzarlo.

Non si conoscono le conversazioni private tra Allegri e i suoi giocatori. Potrebbe essere il primo a riconoscere i propri sbagli nello spogliatoio. Ciò che emerge dalle sue dichiarazioni pubbliche, però, dipinge spesso l’immagine di un allenatore fermo nelle proprie convinzioni, anche quando i risultati suggerirebbero di riconsiderarle.

E il Napoli, con la sua passione e le sue aspettative, merita anche questo tipo di risposte.

Il problema non è la singola sconfitta contro il Venezia. Le grandi squadre possono perdere contro chiunque e il calcio è ricco di risultati inaspettati. Ciò che preoccupa maggiormente è la sensazione che il Napoli continui a cercare soluzioni senza trovare una propria continuità, mentre il tempo scorre e la classifica inizia a presentare il conto.

Allegri possiede esperienza, conoscenze e personalità per gestire una situazione complessa. Nessuno si aspetta che rinunci alle sue idee alla prima difficoltà. Sarebbe però interessante comprendere fino a che punto sia disposto a modificarle, qualora continuassero a non portare i risultati sperati.

Continuare a lavorare è certamente necessario. Sarebbe però altrettanto importante essere disponibili a valutare se il lavoro svolto, le scelte operate e le convinzioni maturate siano ancora quelle corrette.

Max, è necessario agire.

Anche mettersi in discussione, per esempio.

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