Kevin De Bruyne potrebbe aver trovato una nuova dimensione tattica nel Napoli di Massimiliano Allegri. Dopo un periodo caratterizzato da prestazioni altalenanti e critiche, il centrocampista belga ha risposto sul campo interpretando con grande efficacia il ruolo di regista davanti alla difesa.
La scelta dell’allenatore ha prodotto indicazioni positive nelle partite contro il Frosinone e il Bodø/Glimt, durante le quali l’ex giocatore del Manchester City ha mostrato qualità nella distribuzione del pallone, nella gestione dei ritmi e nel recupero della sfera.
Allegri sta valutando la possibilità di trasformare questa soluzione in un’opzione stabile, sfruttando la visione di gioco e l’esperienza internazionale di De Bruyne. Il prossimo esame sarà la sfida contro la Roma, appuntamento particolarmente delicato per la classifica del Napoli.
La trasformazione tattica del belga è nata da una precisa intuizione dell’allenatore azzurro. Anziché utilizzarlo prevalentemente in una posizione avanzata, Allegri ha scelto di arretrare il suo raggio d’azione, affidandogli maggiori responsabilità nella costruzione del gioco.
De Bruyne è stato impiegato come punto di riferimento davanti alla difesa, con il compito di ricevere il pallone, organizzare la manovra e individuare le soluzioni migliori per sviluppare l’azione. Il cambiamento ha consentito al Napoli di sfruttare le sue qualità tecniche in una zona del campo dalla quale è possibile orientare l’intera fase offensiva. La capacità di effettuare passaggi precisi, cambiare rapidamente lato e riconoscere i movimenti dei compagni rappresenta un vantaggio importante. Contro Frosinone e Bodø, il centrocampista ha dimostrato di poter interpretare il nuovo compito senza rinunciare al proprio contributo atletico.
Non soltanto qualità nella costruzione, ma anche recuperi di palloni e partecipazione alla fase difensiva: sono questi gli elementi che hanno reso particolarmente convincenti le ultime prestazioni.
Come sottolinea il Corriere dello Sport, la proposta del tecnico avrebbe anche una prospettiva di lungo periodo. Allegri ha spiegato di aver suggerito a De Bruyne il ruolo di regista come possibile soluzione per prolungarne la carriera. «Gli ho detto che giocando da regista allungherebbe la carriera di un paio d’anni, ma lui preferisce divertirsi ancora più avanti», ha raccontato l’allenatore. Il belga, che ha compiuto 35 anni a giugno, si trova in una fase nella quale la gestione delle energie diventa sempre più importante.
Arretrare la posizione potrebbe consentirgli di valorizzare maggiormente l’intelligenza tattica e la capacità di lettura delle situazioni. Questo non significa necessariamente ridurre l’impegno fisico. Nelle ultime partite, infatti, De Bruyne ha continuato a correre molto, contribuendo anche al recupero del pallone. Il vantaggio principale del nuovo ruolo riguarda la possibilità di incidere sul gioco attraverso la qualità delle scelte, senza dover essere costantemente coinvolto nelle accelerazioni offensive. La decisione definitiva dipenderà comunque dalle esigenze della squadra e dalle preferenze del calciatore.
Il prossimo appuntamento del Napoli rappresenterà un test importante. La partita contro la Roma avrà un peso significativo nella corsa alle posizioni di vertice. I giallorossi si trovano sette punti avanti rispetto agli azzurri, una distanza che potrebbe cambiare sensibilmente in base al risultato dello scontro diretto. In caso di vittoria, il Napoli ridurrebbe il distacco a quattro punti.
Un pareggio lascerebbe invariata la differenza, mentre una sconfitta porterebbe il margine a dieci lunghezze. In questo contesto, la scelta del regista potrebbe assumere un’importanza particolare. Allegri dovrà decidere se confermare De Bruyne davanti alla difesa oppure riportarlo in una posizione più avanzata. La partita con la Roma permetterà di verificare l’efficacia della nuova soluzione contro un avversario diretto, in un confronto nel quale sarà fondamentale controllare i ritmi.
La decisione potrebbe dipendere anche dalle caratteristiche del centrocampo avversario e dall’equilibrio complessivo della formazione.