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Napoli, mercato prudente dopo 400 milioni di euro spesi

Il Napoli adotta una strategia di mercato più prudente dopo aver investito circa 400 milioni di euro in tre anni. La società punta a razionalizzare la rosa e valorizzare gli acquisti esistenti.
Napoli, mercato prudente dopo 400 milioni di euro spesi Napoli, mercato prudente dopo 400 milioni di euro spesi

Il Napoli ha modificato il suo approccio al mercato. Dopo un periodo di tre anni in cui gli investimenti hanno raggiunto complessivamente circa 400 milioni di euro, la società presieduta da Aurelio De Laurentiis ha optato per una strategia più cauta. La sessione di mercato attuale è caratterizzata da operazioni mirate al mantenimento dell’equilibrio finanziario, con acquisti strutturati tramite prestiti e opzioni di riscatto future, e una forte attenzione alle cessioni.

Tuttavia, le spese estive rappresentano solo una parte della situazione economica. Il Napoli deve ancora far fronte agli impegni finanziari derivanti dalle operazioni concluse nelle stagioni precedenti, come riscatti, rate e obblighi già stabiliti. Per questo motivo, il lavoro del direttore sportivo Giovanni Manna si concentra sulla razionalizzazione della rosa.

La missione affidata a Massimiliano Allegri segue la stessa linea: valorizzare maggiormente il potenziale tecnico già presente in squadra, recuperando giocatori che non sono riusciti a esprimersi appieno nelle stagioni passate.

La prudenza attuale non esclude esborsi significativi legati ad accordi pregressi. Tra gli impegni più rilevanti figurano 44 milioni di euro destinati al Manchester United per l’operazione Rasmus Hojlund e 16,5 milioni riconosciuti allo Sporting Lisbona per Alisson Santos. A questi si aggiungono gli impegni economici per l’operazione Lorenzo Lucca con l’Udinese.

Considerando questi pagamenti, il Napoli ha sostenuto spese per poco meno di 70 milioni legate alle precedenti campagne acquisti, pur mantenendo un profilo più contenuto per i nuovi affari. Questa strategia è evidente anche nelle operazioni più recenti, come quella per Michael Favasuli, con un prestito di un milione e un obbligo di riscatto fissato a sei milioni, e per Benoit Badiashile dal Chelsea, che prevede tre milioni iniziali e un possibile riscatto definitivo per 27 milioni.

Per comprendere l’attuale cambio di rotta, è necessario analizzare le stagioni precedenti. Dopo lo scudetto vinto con Luciano Spalletti, De Laurentiis aveva deciso di investire massicciamente per ricostruire la squadra e riportarla ai vertici.

Nell’estate 2024 sono arrivati, tra gli altri, Alessandro Buongiorno per circa 35 milioni, Billy Gilmour per 14, Scott McTominay per una cifra simile, David Neres per 30, Romelu Lukaku per 30 e Rafa Marin per 12 milioni. La campagna acquisti successiva ha mantenuto un orientamento simile: il Napoli ha investito 32 milioni per Sam Beukema, 28 per Noa Lang, 35 per Lorenzo Lucca e 22 per Vanja Milinkovic-Savic, oltre ai circa 20 milioni per Miguel Gutierrez, ai nove per Marianucci e ai 20 complessivi per Alisson Santos.

A questi costi si aggiungono gli investimenti delle sessioni precedenti, comprese operazioni come quelle per Jesper Lindstrom e Jens Cajuste, oltre al peso degli ingaggi sostenuti per rendere la squadra nuovamente competitiva.

Le ingenti spese sono state parzialmente compensate dalle cessioni. In particolare, le partenze di Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia hanno generato complessivamente circa 150 milioni di euro. Entrambe le operazioni hanno permesso al Napoli di recuperare risorse importanti, ma hanno comportato la perdita di due giocatori di grande valore tecnico.

La società ha quindi utilizzato una parte consistente degli introiti per ridisegnare la squadra, creando un organico profondo e costoso, rendendo inevitabile, prima o poi, una fase di maggiore controllo della spesa. Il mercato attuale rappresenta questo momento di riequilibrio.

Il direttore sportivo Giovanni Manna ha lavorato anche sulle uscite, con l’obiettivo di ridurre il numero di giocatori e generare nuove disponibilità economiche. Un’operazione significativa è stata la cessione di Miguel Gutierrez per circa 30 milioni, con una plusvalenza importante per il club. A questa si aggiungono la partenza di Walid Cheddira, valutata circa 4,5 milioni, e le uscite di Zerbin e Hasa.

Sul fronte del monte ingaggi ha inciso anche l’addio di Romelu Lukaku, il cui contratto rappresentava uno degli impegni più consistenti per la società. Non tutte le operazioni programmate hanno trovato conclusione, e per questo il Napoli continua a valutare attentamente eventuali opportunità prima della chiusura della sessione.

La nuova politica non riguarda solo i conti. Allegri è chiamato a recuperare e valorizzare giocatori sui quali il Napoli ha già investito somme importanti, riducendo così la necessità di nuovi acquisti costosi. Noa Lang e Lorenzo Lucca sono due esempi significativi: entrambi sono arrivati con operazioni economicamente rilevanti e il club punta ora a un rendimento più proporzionato agli investimenti. Lo stesso principio si applica ai calciatori condizionati da infortuni, come Kevin De Bruyne, David Neres e Frank Zambo Anguissa. Recuperarli stabilmente significherebbe mettere a disposizione dell’allenatore risorse tecniche già presenti senza ricorrere al mercato.

Dopo quasi 400 milioni investiti nell’arco di tre anni, il Napoli è entrato in una fase differente. Non un blocco assoluto delle operazioni, ma una gestione più selettiva, in cui ogni nuovo ingresso deve essere accompagnato dalla sostenibilità economica dell’affare. Il principio alla base della nuova strategia è chiaro: prima di aggiungere ulteriori investimenti, il Napoli vuole sfruttare appieno quelli già effettuati, mantenendo sotto controllo rosa, ingaggi e bilancio.

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