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Nocerino: “Mi aspettavo una reazione dopo Avellino, la strada è questa”

Antonio Nocerino, allenatore del Napoli Primavera, ha commentato la sconfitta contro l’Arsenal in Youth League: “Mi aspettavo una reazione dopo Avellino, la strada è questa”.
Nocerino: "Mi aspettavo una reazione dopo Avellino, la strada è questa" Nocerino: "Mi aspettavo una reazione dopo Avellino, la strada è questa"

L’allenatore del Napoli Primavera, Antonio Nocerino, ha commentato la sconfitta subita all’esordio in Youth League contro l’Arsenal, maturata nel finale.

“Mi aspettavo una reazione perché li alleno”, ha dichiarato Nocerino. “Sapevo che la sconfitta contro l’Avellino era un incidente di percorso, meritata, una gara senza intensità, ed è stata colpa mia. So di allenare ragazzi del posto classe 2009, ragazzi che ci tengono, e la strada è questa. Io lavoro in questo modo dal primo giorno, non sono del tutto soddisfatto perché potevamo gestirla meglio. Qui abbiamo fatto una buona gara e dobbiamo esserne consapevoli, continuando su questa strada”.

Nocerino ha poi proseguito: “Il risultato è casuale, la prestazione no. Ho un obiettivo ben chiaro: il risultato deve venire, ma prima devono venire le prestazioni e la crescita dei giocatori. La mia priorità è questa, che la gente si diverta e che anche i giocatori restino soddisfatti. Abbiamo affrontato un settore giovanile forte, ora non bisogna fare errori e passi indietro. Io so di allenare ragazzi soddisfatti”.

Riguardo alle differenze tra il calcio italiano ed europeo, Nocerino ha affermato: “Ci vuole coraggio, ma anche un sistema che metta i giocatori in una condizione importante. Il calciatore è un professionista che deve comportarsi da tale, non bisogna motivarlo. Devi ringraziare Dio che sei al Napoli e devi pensarla in questo modo. Prima del risultato devono venire idee, metodologie e un sistema che permettano ai ragazzi di crescere. Io voglio che i miei ragazzi crescano, bisogna usare bastone e carota, devi impegnarti se desideri questo. I ragazzi devono sapere che c’è bisogno di sacrificio, non risparmiarsi e non specchiarsi. Il calcio è così, la gente dimentica cosa succede un minuto fa. Bisogna fare uno switch importante per cambiare la mentalità del giocatore”.

Parlando di Milton Pereyra, l’allenatore ha detto: “È un ragazzo umile e molto forte, deve migliorare nella gestione della palla, ci stiamo lavorando. Ha fatto una prestazione importante come tutta la squadra, e il percorso è questo. È importante capire dove migliorare e dove poter crescere. Noi siamo qui per dargli qualcosa in più e farli essere pronti per quando giocheranno i grandi. Il segreto per la doppia competizione? Io alleno forte, alleno la Primavera come se fosse la prima squadra, bisogna andare forte. Io ho portato la mia idea: andare forte sempre e non gestirsi, la gestione non va bene. Non puoi allenarti al 50%, devi andare sempre al 100%, avere competizione nel gruppo e così si cresce su più campi. La maglia va meritata, io non regalo niente, come in prima squadra. Chi va forte gioca, io creo competizione tra di loro”.

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