Secondo quanto riportato da Repubblica, le responsabilità dell’avvio difficile del Napoli, segnato da due sconfitte in tre partite, vanno individuate all’interno della società partenopea. Vengono citati De Laurentiis, Manna e Chiavelli come artefici di un mercato definito di fatto a costo zero. La loro linea non sarebbe cambiata nemmeno di fronte agli infortuni di giocatori chiave come Buongiorno e McTominay. L’unico acquisto sarebbe stato Favasuli, con l’arrivo in prestito di Badiashile, un giocatore la cui carriera è stata costellata da problemi fisici. In attacco, nonostante le richieste di Allegri per un centravanti di livello europeo, non è arrivato nessuno.
L’articolo originale menziona anche la posizione di Giovane, la cui permanenza in lista è stata messa in discussione, soprattutto considerando che ora è fermo per un intervento chirurgico. Si ipotizza che al suo posto il Napoli avrebbe potuto ingaggiare l’attaccante desiderato da Allegri o un centrocampista.
Repubblica, attraverso le parole di Marco Azzi, sottolinea come le principali responsabilità dell’inizio in salita del Napoli siano da dividere tra Aurelio De Laurentiis, l’amministratore delegato Andrea Chiavelli e il direttore sportivo Giovanni Manna. Questi dirigenti non avrebbero apportato correttivi nemmeno dopo gli stop forzati di due elementi importanti come Buongiorno e McTominay. A Allegri, invece, viene imputato di aver avallato la politica di austerity della società e di aver forse sopravvalutato la rosa a disposizione.
La critica si concentra sul fatto che l’approccio aziendalista di Allegri, che ha funzionato in contesti come Milan e Juventus, non si adatti alla realtà del Napoli, dove un tale atteggiamento non porterebbe benefici.