Domani, Napoli e Arsenal daranno il via alla loro avventura nella League Phase della Champions League 2026/2027. Gli azzurri si presentano all’appuntamento in un periodo non ottimale, reduce da due sconfitte consecutive in campionato e con interrogativi sul gioco e sulla rosa. Al contrario, la squadra finalista dell’edizione precedente si avvicina alla sfida con determinazione, forte di un eccellente avvio in Premier League.
Numerosi sono i temi da approfondire attraverso l’analisi tattica, supportata da dati e statistiche. Emergono due filosofie di gioco apparentemente distanti, ma con alcuni punti di contatto per raggiungere il risultato.
Analizzando la prestazione contro l’Inter, forse una delle più incoraggianti per il Napoli in questo inizio di stagione, si osserva che la squadra di Allegri ha ridotto il possesso palla (un modesto 39%, anche a causa della pressione nerazzurra nel secondo tempo), ma ha significativamente incrementato i propri dati offensivi: 2 gol con 7 tiri in porta e 16 totali, creando 3 grandi occasioni. Questi numeri sono confermati dalla precisione dei tiri in percentuale: un 44% che ha quasi raddoppiato il 29% dell’Inter. Gli azzurri hanno mantenuto la loro propensione ad attaccare all’interno dell’area avversaria (13 tiri da quella zona), con una chiara predilezione per le fasce (42% a sinistra, 37% a destra). Nonostante i 3 gol subiti contro l’Inter, la difesa del Napoli ha comunque registrato 41 spazzate e 44 recuperi palla, con 17 contrasti vinti su 27 e una maggiore incidenza di duelli vinti rispetto ai Campioni d’Italia (28% contro 27% nei duelli totali, 21% contro 19% nei duelli aerei). Questi dati suggeriscono che, al di là del risultato, la prestazione non è stata del tutto negativa.
Per quanto concerne l’Arsenal, anche nel match contro il Chelsea sono emersi i principi di gioco di Arteta: un ottimo possesso palla (54%, contro una squadra con un approccio simile), lo stesso numero di tiri del Napoli contro l’Inter (16, di cui 9 in porta), 4 grandi occasioni create, un dato di xG di 2,05 (perfettamente in linea con il punteggio) e una precisione nei passaggi dell’85% (il Napoli si era fermato all’80% contro l’Inter). L’Arsenal dimostra solidità nei contrasti vinti (42) e nelle respinte difensive (24), mostrando un buon equilibrio tra fase offensiva e difensiva. Tuttavia, non è una squadra impenetrabile: contro il Chelsea, Raya è stato chiamato a intervenire su 13 tiri (5 in porta), effettuando 4 parate. La squadra ha anche commesso 2 errori che hanno portato a tiri avversari. In sintesi: l’Arsenal è una formazione solida, ma non invincibile.
È legittimo attendersi dal Napoli lo stesso atteggiamento mostrato contro l’Inter, ovvero un’alternanza tra pressing alto e una difesa più bassa quando gli avversari sono in possesso palla, con tentativi di attacco verticale sulle fasce quando saranno gli azzurri a gestire la manovra. La serata a Fuorigrotta potrebbe essere umida, ma il previsto leggero calo delle temperature potrebbe favorire il Napoli, con un respiro più adeguato e giocatori in progressivo miglioramento della condizione fisica. L’Arsenal predilige il fraseggio stretto e veloce; di conseguenza, il centrocampo azzurro dovrà essere rapido nel chiudere gli spazi sugli inserimenti dei centrocampisti offensivi avversari e trovare la lucidità per ripartire in modo rapido ed efficace.
Nella scorsa stagione, durante la League Phase, l’Arsenal ha concluso il girone a punteggio pieno, mostrando un gioco decisamente moderno. Il Napoli, al momento, sembra trovarsi su un piano diverso, con un approccio più cauto e orientato al cinismo. Sarà tuttavia fondamentale blindare maggiormente la difesa per evitare di vanificare gli sforzi offensivi, come accaduto contro l’Inter. Allegri possiede l’astuzia e l’esperienza necessarie per mettere in difficoltà Arteta, ma molto dipenderà anche dall’aspetto mentale della squadra, alla ricerca della propria identità e di punti cruciali per dare una svolta alla stagione.