La tensione tra le frange organizzate della tifoseria e Aurelio De Laurentiis non accenna a diminuire. Come documentato da immagini diffuse nella giornata, durante la notte è apparso in città un nuovo messaggio indirizzato alla famiglia del presidente e alla gestione della società, l’ultimo di una serie che si allunga di settimana in settimana.
Il comunicato, giocato in modo ironico sul cambio di ruoli dirigenziali dei due figli del patron, Edoardo e Valentina De Laurentiis, recita: “Sostituzione Napoli: esce Edo, entra Valentina. Ma il vecchio rimbambito quando lo zittite sulla panchina?”
Un attacco diretto, che conferma la profondità della spaccatura. Questo messaggio giunge a pochi giorni dagli insulti social che avevano spinto il presidente a chiudere i commenti sui suoi profili, oltre che dalla comparsa di striscioni anche fuori dalla città di Napoli, precisamente a Salerno e Torre Annunziata, in risposta alle dichiarazioni di De Laurentiis sul mondo ultras.
Il contesto è quello del braccio di ferro nato attorno alla questione degli striscioni allo stadio. De Laurentiis ha chiesto una stretta, portando il caso fino alle istituzioni: la Prefettura ha accolto la sua richiesta convocando un tavolo tecnico, e il presidente ha rilanciato portando la questione al ministro dell’Interno Piantedosi. Da qui la reazione durissima del tifo organizzato, che ha risposto con cori, comunicati e, appunto, altri striscioni.
Al di là dei toni — e degli insulti, che restano tali — resta un dato: questa guerra a distanza rischia di fare male soprattutto a chi è in mezzo, cioè alla squadra. Lo avevamo già sottolineato: il clima di tensione tra ultras e De Laurentiis danneggia solo Allegri e i calciatori del Napoli. Con la squadra reduce da un avvio complicato, la sensazione è che un ambiente così avvelenato non aiuti nessuno. Del resto, come abbiamo scritto, il Napoli non è di De Laurentiis, ma non è nemmeno di chi urla in curva di esserne il solo proprietario