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D’Angelo difende Lucca: “Critiche troppo feroci, è preso di mira”

L’ex allenatore Luca D’Angelo difende Lorenzo Lucca dalle critiche feroci, definendolo un “ragazzo estremamente sensibile” e suggerendo di dargli più fiducia. Parla anche di Romano, Comotto ed Esposito.
D'Angelo difende Lucca: "Critiche troppo feroci, è preso di mira" D'Angelo difende Lucca: "Critiche troppo feroci, è preso di mira"

Luca D’Angelo, ex allenatore di diversi giovani talenti tra cui Lorenzo Lucca, Alessandro Romano, Pio Esposito e Christian Comotto, ha rilasciato un’intervista a PianetaMilan.it.

Interrogato sulle difficoltà incontrate da Lorenzo Lucca in questo avvio di stagione, D’Angelo ha espresso la sua opinione: “Lucca è stato preso un po’ sotto mira. I giocatori sono esseri umani e capiscono quando vengono colpiti duramente per prestazioni poco eccellenti. Fino adesso, non ha avuto uno spazio così ampio da determinare una sua possibile bocciatura. Ha delle determinate qualità: forte nella ripartenza e nella progressione, va sfruttato per quello e non soltanto per il gol cosa che, tra l’altro, lui ha. Bisogna dargli un po’ più di fiducia, anche perché lui è un ragazzo estremamente sensibile. Sicuramente, è normale che arrivino le critiche ma, ripeto, su di lui la critica mi sembra troppo feroce“.

L’ex tecnico ha poi aggiunto riguardo al centravanti: “Ha pagato la cifra spesa dal Napoli per prenderlo? Non paga quello, anche perché ha fatto bene a Udine, paga che giocare titolare nel Napoli non è assolutamente semplice. Lui, viste le sue caratteristiche fisiche, ha bisogno di giocare con una certa continuità. Non è facile entrare solo negli ultimi minuti e cercare di essere determinati. Lorenzo non deve pensare a gennaio, visto che nel calcio tutto può cambiare. Lui deve prendere consapevolezza delle qualità che ha“.

D’Angelo ha poi parlato di Alessandro Romano, allenato per un breve periodo allo Spezia: “L’ho allenato solo per un mese, ma già lo conoscevo: era un giocatore che aveva fatto benissimo nella Roma ed era già nel giro della prima squadra. Stiamo parlando di un calciatore forte. In Italia, come sempre, si esagera sia nell’esaltazione che nelle critiche. Può fare sia il metodista davanti alla difesa che giocare in un centrocampo a due. Giocatore molto tecnico e dinamico e con buona visione di gioco. Ha la fortuna di essere allenato al Cagliari da Pisacane (uno dei migliori tecnici emergenti italiani) e in Nazionale da un CT che non ha paura a far giocare i giovani. Sono convinto che Mancini gli darà ancora spazio“.

Riguardo alle critiche ricevute da Romano dopo la partita con il Belgio, D’Angelo ha commentato: “Ha fatto fatica, così come ha fatto tutta la squadra nel primo tempo. Non possiamo pensare che Romano risolva da solo i problemi evidenti che ha la Nazionale. L’Italia, secondo me, non è così scarsa come la dipingono, ma deve riacquistare sia un po’ di tranquillità che un po’ di convinzione nelle proprie capacità. Romano è un giocatore da Nazionale che, però, adesso non è un fuoriclasse. L’hanno paragonato a Rodri prima del match con il Belgio, ed è un qualcosa di imbarazzante. Lo stesso Romano si metterebbe a ridere se ascoltasse un paragone del genere“.

Sulla capacità di Romano di sopportare le critiche, l’allenatore ha affermato: “Sì, assolutamente. Stiamo parlando di un ragazzo forte. Non si fa condizionare minimamente. Anche perché suo padre è stato un calciatore importante e nasce con l’idea che le critiche arrivano, soprattutto a quel livello“.

Riguardo al futuro di Romano, accostato a club come Milan, Inter, Juventus e Napoli, D’Angelo ha suggerito: “Credo che nel Cagliari abbia una posizione ben definita: Pisacane lo considera un calciatore su cui puntare molto. Il mio pensiero è che debba restare tutta la stagione in rossoblù, e poi vedere cosa accadrà l’estate prossima“.

Passando a Christian Comotto, già nel Milan, D’Angelo ha analizzato: “Credo che fino a gennaio riuscirà a ritagliarsi dello spazio. Per lui, poi, è utile anche il solo allenarsi quotidianamente con calciatori forti come Modric. Stiamo parlando di un 2008 che l’anno scorso ha fatto bene in Serie B. Christian è già pronto per giocare dal punto di vista fisico, dinamico, di corsa e di inserimento. Poi, ovviamente, manca d’esperienza. In che ruolo dovrebbe giocare? In questo momento, lo vedo più come una mezzala in un centrocampo a tre. Poi può anche fare uno dei due a centrocampo, ma le sue migliori caratteristiche sono quelle che deve possedere una classica mezzala: movimento senza palla e capacità di inserimento. Ma stiamo parlando di un ragazzo di 18 anni e, sicuramente, Amorim ci starà lavorando. Non lo vedo dietro alla punta: ha un ottimo tiro, ma deve avere più campo“.

Sul Milan di Amorim, D’Angelo ha dichiarato: “Il Milan con il Toro mi ha fatto una buona impressione: la squadra sembrava che avesse già recepito alcuni principi di Amorim (pressione e cercare di dominare il match), ma poi è regredito a livello di prestazioni. Ad Amorim bisogna dargli il tempo per conoscere il calcio italiano, che è diverso da quello a cui era abituato (non migliore o peggiore, ma differente). Mi sembra una persona molto intelligente, con la giusta dose di umiltà. Penso che il Milan abbia tutte le possibilità per lottare per uno dei quattro posti in Champions League“.

Infine, su Pio Esposito, D’Angelo ha ricordato: “Fece un po’ di fatica nel suo primo anno a Spezia, che poi era la sua prima stagione tra i grandi. Anche se erano già evidenti tutte le sue qualità. L’anno successivo, infatti, spinsi tantissimo per riottenerlo in prestito dall’Inter. Pio è in continua crescita, può fare la differenza. Paragone con Vieri? All’età sua, Vieri non era forte come Pio. Poi Vieri ha fatto una grandissima carriera. Pio è mentalmente strutturato per diventare tra gli attaccanti più forti d’Europa: lui vuole sempre migliorarsi

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