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Meret: “Cerco di isolarmi dalle voci, ascolto chi capisce”

Alex Meret, portiere del Napoli, parla del suo recupero, della gestione della pressione e del rapporto con il nuovo allenatore Massimiliano Allegri. “Cerco di isolarmi dalle tante voci”, ha dichiarato.
Meret: "Cerco di isolarmi dalle voci, ascolto chi capisce" Meret: "Cerco di isolarmi dalle voci, ascolto chi capisce"

Alex Meret, portiere del Napoli, ha condiviso le sue riflessioni in un’intervista a Kiss Kiss Napoli, parlando del suo recupero dall’infortunio e del suo rapporto con la piazza partenopea. Il numero uno azzurro, fermo ai box, ha descritto il suo percorso di riabilitazione, il legame con il tecnico Massimiliano Allegri, le critiche ricevute e la recente mancata convocazione in Nazionale. L’obiettivo è essere a disposizione per la sfida contro il Frosinone, in programma il 10 ottobre.

Riguardo al suo recupero, Meret ha dichiarato: “Ho svolto un lavoro personalizzato, sia sul campo che in palestra, oltre alle terapie. Questa settimana ho iniziato un lavoro più specifico sul terreno di gioco. Se tutto procederà come previsto, la prossima settimana dovrei rientrare in gruppo e spero di poter essere disponibile per la prossima partita”.

Analizzando i cambiamenti avvenuti in lui dopo diversi anni a Napoli, il portiere ha affermato: “Sicuramente sono più esperto, riesco a gestire meglio determinati momenti e pressioni. Sono arrivato qui molto giovane, ora ho anche due figli e la mia famiglia si trova benissimo a Napoli. Sono cresciuto molto”.

Sulla gestione della pressione e delle voci esterne, Meret ha spiegato: “Lavoro ogni giorno con umiltà e sacrificio. Cerco di isolarmi dalle tante voci che circolano a Napoli. Do importanza al giudizio delle persone competenti e di quelle a me vicine. È fondamentale mantenere sempre l’equilibrio”.

Ha poi sottolineato l’importanza della fiducia: “È molto importante. La continuità e la fiducia dell’allenatore e dei compagni sono fondamentali. Gli errori fanno parte del processo, possono capitare. Sapere di avere fiducia anche dopo un errore aiuta”.

Il portiere ha commentato l’evoluzione del suo ruolo: “È cambiato tanto. Con la nuova regola dei cinque secondi, hai meno tempo per pensare e impostare l’azione dal rinvio o dalla rimessa. Il calcio è mutato, prima si cercava molto di più la costruzione dal basso, mentre ora, anche per il pressing alto delle squadre, si tende a giocare più direttamente. Bisogna adattarsi”.

Riguardo alla sua motivazione dopo i successi ottenuti con il Napoli, Meret ha affermato: “Sarebbe grave se fosse il contrario. Napoli è una piazza importante, una squadra importante, che deve ambire sempre a provare a vincere i trofei. Bisogna sempre cercare di avere questa ambizione”.

Parlando del nuovo allenatore Massimiliano Allegri, Meret ha detto: “Ci stiamo trovando molto bene, sia il gruppo che personalmente. Ci sono richieste diverse, gli allenamenti sono intensi. Il mister dà molto peso al gesto tecnico e all’importanza di ogni pallone. Sicuramente ci sono mancati alcuni risultati, però penso che se continuiamo a seguire quello che ci chiede e facciamo quello che possiamo fare, possiamo toglierci delle soddisfazioni”.

L’obiettivo stagionale per il Napoli, secondo il portiere, è: “Essere competitivi su tutti i fronti. La stagione è ancora all’inizio, magari abbiamo lasciato qualche punto per strada, però c’è ancora tanto tempo. Dobbiamo cercare di arrivare il più lontano possibile in tutte le competizioni”.

Ripensando al suo arrivo a Napoli, Meret ha confessato: “Gli direi di stare attento al primo allenamento, visto che mi sono rotto il braccio al primo allenamento in ritiro e sono stato fuori quattro mesi. Gli direi di lavorare con umiltà, sacrificio e dedizione, dando il giusto peso a quello che dicono le persone e pensando soprattutto a fare il portiere e a dare il mio contributo”.

Infine, sulla mancata convocazione in Nazionale e sul nuovo CT Roberto Mancini, Meret ha commentato: “Non ho parlato direttamente con il mister, ho parlato con il preparatore dei portieri. Mi è dispiaciuto non essere stato convocato, anche perché ero infortunato. La Nazionale è sempre un orgoglio”

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