Pasquale Mazzocchi, terzino del Venezia, ha condiviso alcune riflessioni durante una conferenza stampa. “Sto bene, sto recuperando. Penso che manchino ancora pochi giorni e tornerò in gruppo”, ha dichiarato il giocatore, aggiungendo che l’esperienza maturata è un bagaglio prezioso che intende portare con sé a Venezia. Ha definito emozionanti gli anni trascorsi sia a Salerno che a Napoli, portando con sé anche il vissuto a Venezia.
Riguardo alla decisione di tornare a Venezia, Mazzocchi ha spiegato che, pur avendo diverse opzioni, sia lui che sua moglie si sono trovati molto bene nella città lagunare. La conoscenza dell’ambiente ha facilitato il suo ritorno, unitamente al “grande progetto” in corso. Rispetto alla sua prima esperienza, ha notato un grande cambiamento in sé stesso e un campionato di livello superiore, evidenziando la presenza di “ottimi calciatori” e un “grande gruppo” che lo rendono “tranquillissimo”.
La scelta di trasferirsi alla Salernitana, ha spiegato, nacque da diverse motivazioni. In un periodo non ottimale della sua carriera e giocando poco al Nord, si sentì messo in dubbio e la Salernitana si fece avanti. La decisione fu anche un modo per tornare in Campania. Ha ammesso che, con un po’ più di fortuna, “si poteva incastrare qualcosina” in alcune partite, ma ha sottolineato che il gruppo deve ancora “capire il concetto di squadra” e aiutarsi “soprattutto in fase difensiva”, poiché una squadra “fa più paura quando tende a non prendere gol piuttosto che a farne”.
Sul mister Stroppa, Mazzocchi ha detto che è “un allenatore che ha le idee chiare” e un “concetto di gioco importante”, capace di trasmettere molto sulla fase offensiva e sul palleggio. Attualmente, il lavoro si concentra sulla difesa per trovare “un po’ più di equilibrio”. Pur conoscendolo da poco, Mazzocchi è fiducioso di poter lavorare bene insieme.
Parlando dei giovani in rosa, ha ribadito la presenza di “tantissimi ottimi calciatori”. Ha sottolineato l’importanza, per i giocatori più esperti, di trasmettere il “senso di appartenenza”, ricordando che in campo si indossa “la storia della città”, che va “sempre rispettata” al di là del risultato.
Vincere lo scudetto con il Napoli è stato per lui “il sogno di una vita”. Partito da un campetto in periferia, quel sogno era così grande da essere quasi inimmaginabile. Essere uno dei “napoletani che ha coronato questo sogno” è un’emozione che porterà “sempre nel cassetto”. Napoli è e sarà sempre casa sua.
Dal punto di vista fisico, Mazzocchi si sente “in forma” e “bene”, ma avverte la mancanza di “minutaggio in gara”. Ha sempre svolto tutti gli allenamenti con intensità, anche in condizioni di emergenza, e attende di rientrare nel gruppo per rendersi disponibile. Negli ultimi cinque anni, tra Salernitana e Napoli, ha aggiunto soprattutto il “fattore tattico” al suo bagaglio tecnico, imparando a “risparmiarsi” in alcuni tratti della partita, a differenza del suo precedente approccio focalizzato solo sullo spingere e creare superiorità. Questa esperienza gli ha insegnato a gestire le energie.
Giocare a destra o a sinistra comporta caratteristiche diverse: a destra è “più lineare”, mentre a sinistra, essendo un destro, tende a “ricercare il tiro e l’azione un po’ più interna”. Non ha ancora discusso questi aspetti con il mister, ma prevede un confronto a breve. Si sente a suo agio su entrambi i lati, avendo disputato “campionati importanti” a destra e raggiunto la Nazionale a sinistra.