Eljif Elmas, centrocampista dell’Atalanta ed ex Napoli, ha condiviso i suoi pensieri in un’intervista rilasciata a Diretta.it. Riguardo a Antonio Conte, ha affermato: “Ho giocato al fianco di Kevin De Bruyne, Scott McTominay, Stanislav Lobotka e altri giocatori di valore. Nessuno può sostenere che non sarei in grado di giocare in Bundesliga. Se non fossi stato all’altezza per il Lipsia, non lo sarei stato neanche per il Napoli.”
Elmas ha poi aggiunto: “Sinceramente, mi aspettavo di rimanere al Napoli oltre il 2025/26. Da marzo si parlava del mio riscatto, ma alla fine le cose prendono la piega che devono prendere. A maggio ho compreso che era necessario un cambiamento e un nuovo trasferimento. Ho disputato un’ottima stagione con il Napoli, totalizzando 44 partite sotto la guida di Antonio Conte. Poter dire di aver giocato così tanto per lui a Napoli è significativo. Desideravo lavorare ancora con un tecnico esperto come lui e, fortunatamente, quest’anno ho l’opportunità di collaborare con un altro allenatore di alto livello, Maurizio Sarri. Se Conte fosse rimasto, sono certo che sarei ancora al Napoli, alla mia settima stagione.”
Ripensando al periodo con Spalletti, Elmas ha ricordato: “La cosa che mi ha colpito di più all’inizio, al ritiro precampionato, è stata la sua dichiarazione: ‘Sentite, l’anno scorso siamo arrivati terzi, ma quest’anno non voglio secondi, terzi o quarti posti. Quest’anno voglio essere campione. Saremo campioni’.” A volte, nemmeno noi credevamo di poter vincere il campionato dopo 33 anni, ma le sue parole ci hanno dato la spinta per credere in noi stessi. La sua insistenza durante gli allenamenti, a volte quasi fastidiosa, si è rivelata fondamentale per raggiungere un livello superiore. Il 2022/23 è stato ricco di momenti memorabili; a febbraio eravamo già considerati favoriti con 20 punti di vantaggio. Ad aprile, hanno persino eretto una mia statua di plastica vicino a casa mia, segno che i tifosi si preparavano alla festa per il trofeo. A Napoli tutto era speciale: ogni settimana ricevevo dolci e cibo a casa, e al ristorante era tutto già pagato. Quell’anno è stato surreale.”
Parlando del suo trasferimento al Lipsia, Elmas ha spiegato: “Sono stato scelto personalmente da Max Eberl, ora direttore sportivo del Bayern Monaco, che venne a casa mia due volte con Rouven Schroder e un altro dirigente. Insistettero per il mio trasferimento, e in quel momento non credo di essere stato un giocatore voluto dall’allenatore Marco Rose, ma dai direttori sportivi. Quando arrivai a Lipsia, Eberl era già partito. Dopo una conversazione con l’allenatore, dissi a mia madre: ‘Ascolta, la situazione potrebbe essere peggiore di quanto mi aspetto’. Avevo la sensazione che il nuovo direttore sportivo non mi volesse. Più tardi ho capito che era così: non appena Eberl se ne andò, il nuovo ds mi chiamò il giorno dopo per dirmi che dovevo partire. Forse c’era un problema con l’allenatore, non saprei. Ho scelto la Bundesliga per cambiare scenario. A volte le cose non vanno come previsto in un nuovo campionato, anche se sento dire che ‘non ha la qualità per giocare in Bundesliga’. Sono solo chiacchiere. Ho visto con i miei occhi, in allenamento e in partita, come si gioca in Germania. Credo che se avessi avuto l’opportunità giusta, sarei stato perfetto per quel campionato. Sapevo di poter giocare non solo in Bundesliga, ma in qualsiasi campionato di vertice, perché conosco le mie capacità e so adattarmi a qualsiasi ritmo, mantenendo sempre la forma fisica al top. A Lipsia, le cose non hanno funzionato come speravo.”
Elmas ha poi aggiunto: “Penso di essere ideale per la Bundesliga perché lo stile di gioco è simile a quello turco. Non c’è differenza. In Turchia ho giocato con Robin van Persie e altri grandi nomi come Roberto Soldado, Vincent Janssen, Mathieu Valbuena e Mauricio Isla. Nessuno può dirmi che non ho la qualità per giocare in Bundesliga. La fiducia mostrata dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli e il supporto dell’allenatore Maurizio Sarri mi hanno dato una grande spinta. Credo di poter diventare il giocatore che sono destinato a essere qui e dare il massimo. Sento che questo sia il club giusto per me in questo momento, ecco perché ho scelto l’Atalanta, con un allenatore di grande esperienza. Conosco il direttore sportivo dai tempi del Napoli e porta un’energia speciale. Giocano uno stile di calcio simile a quello che ho praticato per quasi sette anni al Napoli, motivo per cui ho scelto l’Atalanta senza esitazione. Le partite contro squadre come il Napoli e l’Atalanta sono state tra le più difficili che abbia mai affrontato in Serie A, insieme a quelle contro Inter, Milan, Juventus e Roma