Si può dire che, con un anno di ritardo, stiamo finalmente vedendo il De Bruyne che tutti ci aspettavamo? Quello capace di far innamorare migliaia di tifosi e universalmente riconosciuto come uno dei migliori centrocampisti della sua generazione. Al di là della doppietta realizzata nel match di ieri, si è ammirato un Kevin De Bruyne in versione “tuttofare”, capace di coniugare la sua innata qualità con un’intensa attività di pressing e corsa. Di conseguenza, le pagelle lo celebrano come protagonista assoluto.
La Gazzetta dello Sport lo incorona migliore in campo con un voto di 8, sottolineando: “Per un tempo indossa cappello e bacchetta da prestigiatore. Illumina, segna e trascina: re Kevin edizione spettacolare“.
Il Corriere dello Sport concorda con il giudizio, assegnando lo stesso voto e commentando: “Una nuova vita da mediano? Non gioca nel suo ruolo, ma l’impegno è commovente. Recuperi, invenzioni e – cosa più importante – la doppietta d’autore”.
Il Corriere della Sera evidenzia come il giocatore non abbia soltanto un nome importante, ma pratichi un calcio di livello superiore. In forma, forse come mai da quando milita nel Napoli, nei momenti decisivi supporta i compagni, indirizza palloni e individua spazi che sfuggono agli altri.
La Gazzetta aggiunge ulteriori dettagli sulla prestazione: “L’attesa è finita. De Bruyne apre e chiude la vittoria sul Frosinone, e il gol per il tris definitivo al quarto di recupero è un inequivocabile segnale di risveglio, in coda a una partita piena di tutto quel che sa fare. Giocate di prima, traccianti che radono l’erba, visioni degne del panorama sul golfo”.
Max Allegri, noto per la sua predilezione per i campioni e la qualità, ha trovato in Kevin De Bruyne il perno ideale per il suo Napoli. Le indicazioni tattiche e le variazioni di modulo vengono comunicate direttamente al giocatore, che è ormai considerato il punto di riferimento della squadra. Riguardo al suo impiego, Max Allegri ha chiarito: “Gli ho detto che se arretra il raggio d’azione gli si allunga la carriera di un paio d’anni”. Nonostante un disaccordo iniziale da parte di De Bruyne, la sintonia tra tecnico e giocatore è forte, e questo è considerato l’elemento più importante per trovare la quadra tattica.