La figura di Antonio Conte, tecnico artefice dello scudetto numero quattro, torna centrale. L’allenatore ha infatti lasciato sul tavolo otto milioni netti, una decisione presa a fine stagione, come aveva implicitamente anticipato con la frase “lui i morti non li accompagna”, detta in precedenza a Bologna. La sua scelta suggeriva la consapevolezza che la squadra fosse ormai logora e incapace di offrire di più.
Secondo quanto riportato da Antonio Corbo su Repubblica, la situazione del Napoli era già compromessa. Corbo sottolinea come, finché non verrà identificata la causa degli infortuni che affliggono la squadra da due anni, sarà arduo competere alla pari con gli avversari. Il giornalista evidenzia come il Napoli, attualmente in difficoltà, abbia permesso al Porto di Farioli di ottenere i primi punti in Champions League dopo tre sconfitte consecutive.
Corbo critica anche la campagna acquisti, definendo “rara” la capacità di selezionare giocatori già soggetti a infortuni simili a quelli della squadra che li ingaggia. Viene sollevato il dubbio se De Laurentiis consideri la Champions League l’unica fonte indispensabile di introiti per la sopravvivenza del club. La decisione di Conte di lasciare, conclude Corbo, conteneva molti segnali: il Napoli era al capolinea e troppe persone hanno preferito ignorare la realtà.