Alfredo Pedullà, nel suo ultimo video di mercato, ha scelto un titolo volutamente provocatorio: “Le macerie di Conte”. Il riferimento è all’ex tecnico del Napoli e alle pesanti eredità lasciate alla società partenopea, che ora ricadranno sulle spalle di De Laurentiis e del nuovo allenatore Massimiliano Allegri. Questo scenario era stato anticipato dal nostro sito nei mesi scorsi.
Pedullà ha riconosciuto i meriti di Conte: “Quando va via un allenatore si fa il comunicato, arrivederci e grazie. Ringraziamo Conte, ha vinto uno scudetto e una Supercoppa, trofei che restano in bacheca. Però poi restano le macerie“. Ha poi specificato quali fossero queste “macerie”: “Oggi il Napoli, prima di muoversi, si ritrova sul groppone Lukaku, Noa Lang e Lucca“. Tre nomi che ai nostri lettori sono familiari: Lang e Lucca erano stati infatti bocciati da Conte e fanno parte di quella “operazione resi” di esuberi rientrati dai prestiti, come riportato in precedenza.
Il problema principale, secondo Pedullà, è di natura contabile: “Fate i calcoli di quanto sono costati: circa 30 milioni più una percentuale sulla futura rivendita per Lukaku, e andiamo intorno ai 65-70 milioni considerando anche gli altri due“. Queste cifre rappresentano un ostacolo per il mercato in entrata: il Napoli deve prima vendere per poter acquistare. Questo è il nodo cruciale riguardante il futuro di Lukaku, Lucca e Lang, di cui si discute da tempo. La cessione del centravanti belga è ancora una possibilità aperta. Per quanto riguarda Lucca, ad esempio, la Lazio avrebbe mostrato interesse, ma al momento non è disposta a includere contropartite tecniche.
Pedullà conclude riconoscendo l’operato dell’allenatore campione d’Italia: “Sono aspetti che una società deve mettere in conto quando vuole ripartire“. Il Napoli sta infatti ripartendo, non con un altro attaccante, ma con un nuovo allenatore. Allegri ha risolto il suo contratto con il Milan e si attende solo l’annuncio ufficiale da parte di De Laurentiis per dare il via alla nuova era. Rimane però la fotografia, scomoda ma veritiera, di una doppia eredità: i trofei in bacheca e gli esuberi sul groppone. Spetterà ad Allegri e Manna trasformare queste “macerie” in plusvalenze. È da lì, prima ancora che dai nuovi acquisti, che passerà il futuro del Napoli. Come ribadito più volte, non è solo lo scudetto l’eredità che Allegri si ritrova tra le mani.