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The day after Napoli-Arezzo 1-3: l’analisi del giorno dopo

Anche questa preseason del Napoli – così come quella della scorsa annata – comincia con una sconfitta, sempre contro un Arezzo ancora una volta indigesto. Una partita che, per moltissimi versi, è sembrata la copia di quella
Napoli, rosa valutata 441,65 milioni: -10,1% e sesto posto Napoli, rosa valutata 441,65 milioni: -10,1% e sesto posto

Anche questa preseason del Napoli – così come quella della scorsa annata – comincia con una sconfitta, sempre contro un Arezzo ancora una volta indigesto. Una partita che, per moltissimi versi, è sembrata la copia di quella della scorsa estate: un Napoli ovviamente ancora sulle gambe (specie nel primo tempo) e in balia di colossali errori difensivi (disattenzioni su tutte le 3 reti subite). Da salvare c’è solo la reazione nel secondo tempo, con qualche idea dei singoli e delle occasioni abbastanza chiare per pareggiarla prima della terza rete finale. Il fatto che ci sia stata in un momento in cui le gambe reggono poco e il lavoro si fa sentire non è scontato. I primi dettami tattici di Allegri suggeriscono un Napoli che potrebbe alternare – tra possesso e pressing senza palla – moduli come il 4-3-3, il 4-4-2 e il 4-2-3-1.

The day after Napoli-Arezzo 1-3: l’analisi del giorno dopo

Malissimo in difesa, non tragico in attacco. Chiaramente c’è molto da rivedere, dai movimenti sui piazzati avversari ai palloni da servire al centravanti di turno. Bene Rao, Vergara, Gutierrez e i brasiliani, benino Folorunsho (un paio di occasioni davanti e troppe sviste dietro), male Lucca (che ha sprecato forse una delle pochissime occasioni per dimostrare di valere il Napoli), i difensori centrali – in particolare Rafa Marin e Rrahmani – e un Lindstrom che non ha confermato le cose buone fatte vedere in allenamento. Poco altro si può dire: è la prima partita stagionale, contro una squadra di tutto rispetto (c’è chi inizia contro le rappresentative regionali).

Mancano ancora circa una decina di giocatori tra Nazionali e infortunati, ma è chiaro che – appena sarà possibile – servirà fare qualcosa sul mercato (e questo la dirigenza lo sa già). La fortuna è che c’è tempo, tanto tempo. Bisogna avere pazienza, anche se a questa piazza spesso è mancata anche nei momenti migliori. Il tempo dirà e aiuterà a comprendere.

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