Il match Porto-Napoli si avvicina nel momento più critico per la squadra partenopea. Il Napoli è giunto in Portogallo con soli tredici giocatori di movimento a disposizione, oltre ai portieri, con l’aggiunta di alcuni giovani dalla Primavera per completare la rosa. La Gazzetta dello Sport ironizza sulla situazione, ma la realtà è che la sfortuna ha colpito il club partenopeo a livelli difficilmente superabili.
La Gazzetta dello Sport riporta le parole: “Il Napoli si organizzi come sa con la scaramanzia – peggio di così, a livello di sfortuna, c’è solo la catastrofe nucleare – e faccia finta di non pensare che a Porto si è presentato con 13 giocatori di movimento più i portieri”.
Gli infortuni hanno decimato la squadra, diventando una vera e propria peste, e i risultati recenti non sono incoraggianti: si contano tre sconfitte nelle ultime sei partite, contro Villarreal, Venezia e Juventus. Di fronte, un Porto che necessita di una vittoria dopo aver perso le prime tre gare nella competizione europea. La Gazzetta definisce la partita “pura Champions da mors tua, vita mea”.
Tra le poche note positive per il Napoli, c’è il recupero di Hojlund, che sarà disponibile. La Gazzetta descrive il resto della formazione come “libera sperimentazione”. Sulla fascia sinistra dovrebbe agire Noa Lang, non un esterno a tutta fascia per caratteristiche. La linea difensiva vedrà per la prima volta insieme il trio composto da Beukema, Rrahmani e Marin.
La Gazzetta mette inoltre in guardia sulle strategie di Allegri in vista della qualificazione, affermando: “calcolare troppo è pericoloso e due anni fa 10 punti non sarebbero bastati”.
Il Porto di Farioli si presenta con un pressing aggressivo e giocatori di qualità come Froholdt, per cui la Premier League ha già avanzato un’offerta di 70 milioni, Gabri Veiga, Pepê, Borja Sainz e André Silva. La panchina include Varela, Fofana, Gimenez e Samu. Per il Napoli, la strategia indicata è quella di mantenere un ritmo basso e disputare “una partita attenta, da squadra vissuta”.
A completare il quadro delle avversità, c’è la designazione arbitrale. La direzione della gara è affidata all’inglese Michael Oliver, lo stesso arbitro di Real Madrid-Juventus del 2018. In quella partita, durante i quarti di finale di ritorno, la Juventus di Allegri, dopo aver ribaltato lo 0-3 dell’andata, subì il gol decisivo nel recupero per un rigore fischiato per un contatto tra Benatia e Vazquez. All’epoca, Buffon definì Oliver come se avesse