Come non c’era da struggersi e allarmarsi dopo il KO contro l’Arezzo, di certo non c’è da esaltarsi dopo la prima amichevole stagionale vinta contro la Carrarese. Va però detto che alcuni miglioramenti sono stati percepiti: non tanto una maggiore solidità (è vero, è arrivato un clean sheet, ma gli avversari hanno avuto delle chance davvero concrete per segnare) quanto, invece, una fase offensiva più convinta, anche più verticale rispetto a quanto ci si potesse aspettare.
Napoli-Carrarese 2-0, l’analisi del giorno dopo
Continuano a latitare le conclusioni in porta, con il Napoli che fa molto palleggio, ma che spesso decide di non puntare alla sostanza. Da una parte, far girare il pallone contro un avversario chiuso è un ottimo allenamento per partite complicate. Dall’altra, però, il pericolo è quello di perdere efficacia quando servirà davvero. Non da sottovalutare, a contraltare, il fatto che il Napoli abbia guadagnato 2 rigori in 2 amichevoli: un potenziale sintomo della volontà di essere più presenti nell’area avversaria.
Una cosa che la squadra sembra star portandosi dietro dalle scorse stagioni è quella di concedere vuoti enormi nella zona di mezzo tra centrocampo e difesa, che soltanto ripiegamenti eccezionali dei singoli sono riusciti a rendere meno efficaci per la Carrarese, che spesso e volentieri ha approfittato di voragini vere e proprie per creare chance in ripartenza. Manca quindi sicuramente un po’ di equilibrio, che andrà trovato il prima possibile. Ma, com’è ovvio: siamo alla seconda partita amichevole della stagione, c’è tempo. Le gambe stavolta hanno retto di più, tanto è vero che quando la squadra è rimasta in 10 per cambi finiti dopo l’infortunio di Vergara ha saputo gestire benissimo il possesso e il controllo del match.
Bene Hojlund e Giovane, che si sono sbloccati e che sembrano aver sviluppato una piacevole intesa. In particolare per il brasiliano questo primo ritiro potrebbe essere importantissimo: a Castel di Sangro gli spazi potrebbero ridursi notevolmente e, quindi, potrebbero anche emergere altri tipi di valutazioni, in caso di proposte. C’è chiaramente apprensione per Vergara, sperando che il suo problema non abbia una gravità pesante. Meret si è dimostrato più sicuro rispetto alla prima uscita, mentre se questo è Rafa Marin (cioè un difensore che alterna cose buone a svarioni) allora al Napoli serve veramente un forte centrale, come il pane. Marianucci invece bene: ha fatto intravedere molte delle qualità per le quali il Napoli l’ha acquistato. L’impressione è che a lui serva continuità per esprimersi su buoni livelli.
Una sconfitta e una vittoria per il Napoli a Dimaro. Due partite che hanno detto molto su cosa riesce meglio e su cosa, invece, c’è ancora da migliorare. Se questo è stato effettivamente l’ultimo ritiro in Trentino, lo scopriremo solo più in là.