La direzione arbitrale di Luca Pairetto nella partita tra Napoli e Como ha sollevato numerose critiche, nonostante alcune ricostruzioni mediatiche che sembrerebbero promuovere il fischietto della sezione di Nichelino. Diversi episodi chiave hanno generato forti proteste e meritano un’analisi approfondita per evitare il ripetersi di simili errori.
Al di là dei meriti del Como di Fabregas, capace di dominare il possesso palla nel primo tempo e di capitalizzare gli errori difensivi del Napoli, la gara avrebbe potuto concludersi in parità. Il Napoli ha mostrato una buona reazione nel secondo tempo, mentre i lariani hanno adottato un atteggiamento difensivo con un 5-4-1, dimostrando pragmatismo piuttosto che un gioco spumeggiante.
A far discutere è stata la condotta di Pairetto. In particolare, il direttore di gara non ha ravvisato un fallo nella trattenuta prolungata di Couto su Noa Lang all’interno dell’area di rigore. Secondo il regolamento (regola 12), tale azione costituirebbe un calcio di rigore. Anche l’analisi del moviolista Luca Marelli su DAZN ha evidenziato l’infrazione del giocatore del Como sull’esterno olandese del Napoli, sebbene abbia suggerito che potesse trattarsi al massimo di punizione dal limite, dato che la trattenuta sarebbe iniziata fuori area. Rimane da chiarire quale sarebbe il parere del designatore Orsato. Per Pairetto, tuttavia, non c’era neanche fallo.
Non hanno convinto nemmeno le decisioni sui fuorigioco, spesso molto dubbi, che hanno interrotto azioni del Napoli. In queste circostanze, l’arbitro avrebbe dovuto concedere il vantaggio, soprattutto in situazioni potenzialmente pericolose, per poi valutare le posizioni successivamente. Anche gli assistenti di Pairetto sono apparsi poco coordinati, con il fischietto che ha fischiato in alcune occasioni prima ancora di vedere la bandierina alzata, assumendosi la responsabilità di una decisione che avrebbe dovuto essere lasciata proseguire per un’eventuale verifica successiva.