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Mazzocchi saluta Napoli: “Le cattiverie dalla mia gente fanno male”

Il terzino napoletano saluta la sua città dopo due stagioni, trasferendosi al Venezia. In una lettera sui social, esprime orgoglio per i successi ma anche il dolore per le critiche ricevute dalla sua stessa gente.
Mazzocchi saluta Napoli: "Le cattiverie dalla mia gente fanno male" Mazzocchi saluta Napoli: "Le cattiverie dalla mia gente fanno male"

Mazzocchi saluta Napoli. Dopo due stagioni che sono state definite da sogno, culminate con il desiderio di rimanere che non è stato sufficiente, il terzino di origine napoletana lascia gli azzurri per trasferirsi al Venezia. Il giocatore ha affidato ai social network una lettera toccante per congedarsi dalla sua terra. Un addio da vincitore, ma non senza aver manifestato una ferita interiore.

La parte più intensa e coraggiosa della lettera riguarda i momenti difficili, quelli in cui le critiche più amare sono giunte proprio da coloro che sostenevano la sua stessa squadra.

“Dal giorno in cui ho indossato quella maglia ho sempre sognato un finale diverso. Ma la vita non ti porta sempre dove vorresti. Devi accettarlo ed essere pronto a tutto. Ero Napoletano prima di arrivare. Lo sono stato indossando quella maglia e lo sarò per tutta la vita. Ho dato tutto, cercando di trascinarvi con me quando sono stato chiamato in causa. Non è stato facile. Ci sono stati giorni bui. Perché quando le cattiverie arrivano dalla tua stessa gente fanno ancora più male, soprattutto quando sai di aver dato tutto te stesso.

Ma non c’è stato un giorno in cui, guardandomi allo specchio, non abbia riconosciuto chi ero e ricordato da dove venivo. Ho trovato pace quando ho capito che le persone che mi volevano bene erano molte di più di quelle che mi volevano fuori da casa mia. Non dovevo cambiare per essere accettato: dovevo continuare a essere me stesso. Vado via da vincitore: uno Scudetto e una Supercoppa con la mia amata Napoli”.

Il tono generale è però di orgoglio. Il calciatore, che da bambino ha vissuto momenti di difficoltà economica, ha raggiunto traguardi importanti, culminati con la vittoria del campionato.

“In due anni, insieme ai miei compagni e al mister, abbiamo realizzato qualcosa di incredibile quando nessuno credeva in noi. Sacrificio dopo sacrificio, siamo arrivati sul tetto d’Italia. E se qualcuno pensa che sia stata fortuna, rispondo che la fortuna bisogna andarsela a prendere. Abbiamo dato fastidio fino alla fine e qualcuno lassù ha scelto chi ‘NON HA MOLLATO’.

Grazie ai miei compagni per aver sudato e onorato questa maglia. Anche quando le cose non andavano come volevamo, siamo rimasti una squadra. Da bambino ho sofferto la fame e il freddo. Ho imparato presto che niente viene regalato: ogni conquista me la sono dovuta prendere con fatica, sacrificio e la voglia di non arrendermi mai”.

Rimane il rammarico per la conclusione del suo percorso. Mazzocchi era riuscito a conquistare anche l’allenatore Allegri, ma le dinamiche di mercato lo hanno indirizzato verso un’altra destinazione. Il giocatore era già stato escluso dai convocati per la partita contro il Como, in vista del suo trasferimento al Venezia.

“Oggi non ho rimpianti. Avrei voluto un finale diverso, ma non cambierei il viaggio che mi ha portato fin qui. Quella maglia mi ha permesso di vivere il sogno di un bambino e di vincere con la mia gente, nella mia terra, con il mio popolo. Saluto Napoli con gli occhi pieni di emozione e il cuore pieno d’orgoglio. Una parte di me resterà per sempre a Napoli, a casa mì. Perché non sono stato soltanto un calciatore del Napoli.

Sono stato un Napoletano con quella maglia addosso. Grazie a tutti. V vogl ben over”.

Una parte di lui, come ha scritto,

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