È umano commettere errori, e l’onestà intellettuale richiede di ammetterlo. Inizialmente, anch’io ho giudicato severamente Lorenzo Lucca, focalizzandomi sul suo cartellino da 35 milioni e non considerando il peso che un’etichetta simile può comportare.
La cronaca dei fatti è innegabile: finora, Lucca non ha ancora confermato di essere il bomber di riserva atteso, e a certi livelli non ha ancora dimostrato di giustificare l’investimento. Tutto ciò è vero.
Tuttavia, oggi, con maggiore lucidità, sorge spontanea una domanda: quale beneficio si ottiene continuando a criticarlo? Che senso ha aggiungere ulteriore pressione emotiva su di lui? Bisogna mettersi nei suoi panni: entra in campo consapevole delle critiche, sa di essere stato vicino a una cessione e percepisce ogni euro speso per il suo acquisto come un peso. Una situazione simile metterebbe a dura prova chiunque, persino un fuoriclasse. Nonostante ciò, Lucca scende in campo, tenta, lotta. Come accaduto contro il Bologna, sbaglia e fa infuriare l’allenatore Allegri, ma dimostra impegno.
La situazione attuale vede il mercato chiuso, con Lucca saldamente un giocatore del Napoli, e la squadra priva di un’alternativa valida in attacco. Criticare ogni suo errore non aiuta né il giocatore né la squadra. Massacrarlo rischia di comprometterne definitivamente il futuro, poiché Lucca rappresenta un patrimonio per il club. Massimiliano Allegri ne è consapevole, tanto da schierarlo regolarmente in campo. Questo è il modo corretto di supportare un calciatore, trasmettendogli fiducia. Gli concede almeno un quarto d’ora di gioco, a volte anche di più, come accaduto a San Siro. A Genova, fu mandato in campo sul punteggio di parità. A Milano, se Anguissa avesse segnato, Lucca sarebbe stato l’autore dell’assist decisivo. Domenica contro il Bologna, nonostante qualche errore, ha comunque provato a incidere.
Lorenzo Lucca necessita di supporto, non di giudizi sommari. La squadra è tornata a essere un collettivo operaio e pragmatico. Se Lucca ritroverà serenità, potrà contribuire al successo della squadra. È fondamentale proteggerlo, perché con la giusta mentalità, il suo momento arriverà. Potrebbe accadere già domenica a Firenze. Il destino, con il suo tipico senso dell’umorismo, riserva scenari particolari: quale luogo migliore per un giocatore di nome Lucca se non la terra del rivale storico? Una nemesi perfetta, il giorno in cui le mura del Giglio potrebbero vacillare sotto i colpi di un nome che evoca antiche battaglie.