I numeri di Rasmus Højlund al Napoli indicano un inizio di stagione altalenante. Una statistica, evidenziata dal Corriere dello Sport, assume particolare rilievo: la scarsa frequenza con cui l’attaccante danese entra in possesso del pallone nelle zone cruciali del campo. Di seguito, i dettagli riportati dal quotidiano.
“NUMERI. Sei presenze tra Serie A e Champions League, per un totale di 439 minuti giocati, con due reti all’attivo e nessun assist. Tuttavia, una statistica in particolare descrive l’avvio dell’attaccante meglio di altre: solamente 15 tocchi all’interno dell’area di rigore avversaria. Un dato decisamente insufficiente per un centravanti il cui compito è incidere negli ultimi sedici metri. La media di 0,8 tiri nello specchio per incontro conferma una produzione offensiva ancora lontana dagli standard attesi da Massimiliano Allegri. Il tecnico toscano è consapevole della necessità di gestire le energie del giocatore, motivo per cui Rasmus è stato sostituito in tutte e sei le gare in cui è partito titolare. Allegri riconosce che una parte della responsabilità ricade anche sulla manovra offensiva della squadra – se i palloni non vengono serviti con precisione, finalizzare diventa un compito arduo –, ma sollecita il giocatore danese ad incrementare la sua ‘quantità realizzativa’: essere presente nel cuore dell’area e aumentare la frequenza dei tiri.”
“PROFONDITÀ. La sua dote principale è la capacità di attaccare lo spazio alle spalle della linea difensiva avversaria. In Italia, sono rari i centravanti in grado di sfruttare la profondità con la sua combinazione di accelerazione e potenza fisica. Quando ha campo libero davanti a sé, Højlund dimostra di essere devastante e inarrestabile. Il problema emerge quando il Napoli affronta squadre schierate con difese basse, riducendo lo spazio per le sue corse. È in queste circostanze che il giocatore, nato nel 2003, deve dimostrare un salto di qualità: migliorare il suo contributo al gioco di squadra, collegare i reparti con movimenti più stretti e rendersi presente in area con maggiore continuità.”
Il quotidiano romano aggiunge una considerazione sulla gestione del giocatore: “l’anno scorso mai a riposo, ora può trovare più equilibrio”. Questo aspetto è ulteriormente sottolineato dal confronto dei 15 tocchi in area di Højlund rispetto ai 48 di Lautaro Martinez e ai 47 di Donyell Malen. Il dato si lega anche ai segnali che stanno destando preoccupazione tra i tifosi. Sullo sfondo rimangono le decisioni di Allegri, dalla sostituzione con Lorenzo Lucca, criticata da Giancarlo Pedullà, a un gioco ancora discontinuo che non agevola i suoi attaccanti.