Leonardo Pavoletti, ex calciatore del Napoli, ha rivelato i motivi che lo hanno portato a lasciare il calcio giocato, un annuncio che avverrà ufficialmente a gennaio. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante ha ripercorso la sua esperienza in azzurro.
Pavoletti ha trascorso solo sei mesi a Napoli nel 2017, scendendo in campo in dieci occasioni. Nonostante il suo apporto non sia stato da protagonista, l’ex giocatore non esprime rimpianti per la scelta di trasferirsi nella città partenopea. Ha dichiarato: “Potevo giocare la Champions… Avevo già detto no ad agosto, ma il Genoa viveva di cessioni: non mi hanno puntato una pistola alla testa, ma qualche spintarella… Me la giocai male: arrivai un po’ impaurito dalla piazza, condizionato da tante dicerie. Quando mi sono aperto era già troppo tardi. Il primo errore l’ho fatto io, prevenuto, un po’ sul chi va là“.
L’ex Genoa e Cagliari ha aggiunto dettagli sul suo futuro: “Al 90% è così, però voglio tenermi ancora uno spiraglio aperto fino a gennaio. Se dovesse uscire qualcosa che mi prende bene, non devo fare retromarcia. Cerco un’esperienza di vita a prescindere dai soldi: Dubai o magari l’Australia per permettere ai miei figli di vedere il mondo“.
Riguardo alla sua esperienza con la Nazionale, Pavoletti ha ricordato la pre-convocazione per Euro 2016: “Ma arrivai cotto da un anno con Gasperini. A Coverciano, quando facevo sforzi molto intensi, perdevo tutte le forze. Gli altri mi doppiavano. Ho fatto una figuraccia, ma non ho mollato. Lì il ct cambiò idea. La Nazionale è sempre stata un mio cruccio: ho esordito con Mancini, sul 5-0 contro il Liechtenstein… Però ho un’ottima media: una presenza e un gol