L’Italia si sta preparando per l’imminente confronto contro il Belgio valido per la Nations League, con fischio d’inizio previsto per le 20:45. A poche ore dal debutto del nuovo ciclo azzurro, il Direttore Tecnico della Nazionale, Claudio Ranieri, è intervenuto a margine dell’evento “Il Calcio torna in piazza”. Il dirigente ha toccato il tema della ricerca di talenti emergenti, affermando: “Io non ho una visione diretta, ma abbiamo osservatori che ci aggiornano costantemente. Osserviamo la prima squadra e speriamo di ottenere buoni risultati”.
Un focus particolare è stato dedicato ad Alessandro Romano, che ha optato per la maglia azzurra anziché quella svizzera. Ranieri ha dichiarato: “Grazie a Mancini ho avuto modo di parlargli e di confrontarmi con i ragazzi che nutrivano dubbi sulla Nazionale da rappresentare. Molti hanno scelto l’Italia e questo mi rende felice”.
Ranieri ha poi lanciato un appello ai più giovani, invitandoli a riscoprire il gioco nelle piazze: “I bambini che giocano nelle piazze sono uno spettacolo. Io stesso ho mosso i primi passi in oratorio. Oggi sono attratti dai videogiochi, ma mi piacerebbe rivederli correre e giocare per strada, sarebbe davvero fantastico”.
Il Direttore Tecnico ha anche commentato le recenti vicende ai vertici della FIGC, minimizzandone l’impatto sul suo lavoro: “Non mi crea alcun peso né nella programmazione né in altre attività. Io vado avanti, sono un uomo di campo e mi concentro sul lavoro sul terreno di gioco”.
Ranieri ha inoltre evidenziato l’importanza di sostenere le scuole calcio, con un’attenzione particolare alla fascia d’età compresa tra i 5 e i 13 anni: “Le scuole calcio? Dovrò intervenire in Senato. I bambini necessitano di supporto, specialmente nella fascia 5-13 anni. È fondamentale migliorare la preparazione degli allenatori delle scuole calcio e incrementare gli investimenti economici, data l’importanza cruciale di questa fascia d’età”.
Richiamando le parole di Vujadin Boskov, Ranieri ha aggiunto: “In Jugoslavia, chi lavorava con i giovani era tra i meglio pagati. Dobbiamo trovare le risorse per questi tecnici, che io definisco ‘maestri’, capaci di formare i bambini dai 5 ai 13 anni. Un’altra sfida si presenta a 18-19 anni, quando i ragazzi devono avere l’opportunità di emergere. Fortunatamente, molti giovani vengono notati da club esteri e trovano spazio”.
In conclusione, il DT ha condiviso le proprie sensazioni e quelle del CT Mancini alla vigilia della partita contro il Belgio: “Io non sento l’emozione perché sono in una posizione defilata. Mancini, invece, la prova eccome, desidera iniziare con il piede giusto e sa quanto sia importante questa gara”.