Alphadjo Cisse continua a offrire prestazioni di alto livello. Il giovane talento del Milan, classe 2006, è risultato determinante nella vittoria dell’Italia Under 21 guidata da Silvio Baldini. La redazione di IlPianetaMilan.it ha raccolto le dichiarazioni del suo ex allenatore ai tempi del Verona, Paolo Zanetti.
Nel successo azzurro contro l’Armenia, Cisse si è distinto come un vero trascinatore, prendendosi la squadra sulle spalle con piglio da leader. Le sue prestazioni ricordano quelle di un giocatore esperto.
“Posso dire che è cresciuto tantissimo. L’ha aiutato sicuramente il fatto di stare all’interno di un gruppo importante come quello del Milan. Con l’Under 21 è stato devastante con l’Armenia, ha fatto un po’ di tutto e l’ha fatto alla grande. Stiamo parlando di una ragazzo davvero molto giovane che, però, ha ancora ampissimi margini di miglioramento. Cisse ha tutte le potenzialità di diventare un campione”.
Prima di siglare il gol decisivo, Cisse aveva sfiorato la rete in un paio di occasioni con conclusioni notevoli. La sua tecnica è impressionante.
“Ha delle capacità balistiche e di precisione nel tiro di altissimo livello, e non solo nei calci di punizione. Quando l’ho avuto aveva solo 17 anni, ma aveva già una personalità incredibile: ci stupì sin dai primi giorni del ritiro, tanto che lo portai subito in prima squadra. La conclusione in porta è il suo colpo migliore. Ha subito dimostrato di avere qualità superiori rispetto ai suoi compagni.”
Quanto ha inciso il lavoro svolto a Catanzaro da Aquilani, prossimo avversario del Milan con il Sassuolo, sulla crescita di Cisse? Può migliorare nella fase difensiva?
“L’esperienza fatta a Catanzaro con Aquilani, sicuramente, gli ha permesso di giocare con una certa continuità. Aveva bisogno di giocare tutte le partite, così come succede ai giovani. Quando era al Verona c’erano tanti centrocampisti e non avrebbe giocato quanto gli avrebbe consentito. Doveva maturare, e farlo il più presto possibile, e lo sta facendo. Cisse, al di là delle doti tecniche che possiede, sta dimostrando di avere una grandissima personalità”.
Cisse, considerate l’importanza delle sfide con Armenia e Polonia, è stato convocato in Under 21; altrimenti, sarebbe già stato chiamato da Mancini. Come lo vede in ottica Nazionale maggiore? Dove lo collocherebbe nel 4-3-3 del CT?
“Mister Mancini ha già dimostrato di non guardare in faccia a nessuno quando bisogna lanciare giovani: l’ha già fatto con Pafundi e con giocatori che molte persone non pensavano che fossero pronti. Cisse ha tutte le carte in regola per giocare in Nazionale maggiore. Anzi, più lo fa e più potrà essere decisivo nelle competizioni più importanti. Cisse è sicuramente un patrimonio del calcio italiano. Lui può fare la mezzala offensiva e l’esterno con le sue caratteristiche. In quest’ultimo ruolo, però, bisogna sottolineare un suo piccolo difetto, ovvero che non ha uno strappo straordinario. Ma una grandissima visione di gioco, un tiro formidabile ed un grandissimo controllo di palla. La sua miglior posizione, secondo me, è tra le linee. Lui sta bene in mezzo al campo, mentre sull’esterno un po’ si limita. Per caratteristiche, credo che lui stia in mezzo al traffico del centrocampo”.
Come ha valutato il Milan di Ruben Amorim in questo primo scorcio di stagione?
“Ha vissuto un po’ di alti e bassi, ma stiamo parlando di un progetto totalmente nuovo ed è normale che sia così. Ha filosofie completamente diverse rispetto a quanto fatto l’anno scorso nel Milan, bisogna avere pazienza. Le idee che si vedono in campo, Amorim ha già dimostrato di essere un grande allenatore quando ha le condizioni giuste per lavorare. So che nel Milan c’è poca pazienza, ma bisogna aspettare che questo progetto cresca”.