Il Napoli dimostra difficoltà nel gestire i vantaggi acquisiti durante le partite. Questo si è verificato sia contro l’Inter in campionato, dove da una situazione di 0-2 si è arrivati a un punteggio di 3-2 a sfavore, sia contro il Villarreal in Champions League, passando da 0-1 a 3-1.
Nella recente sfida di sabato contro il Venezia, gli azzurri hanno subito una sconfitta per 1-0 in trasferta. Durante l’incontro, Kevin De Bruyne ha anche fallito un calcio di rigore che avrebbe potuto portare al pareggio.
Fabio Mandarini, scrivendo per il Corriere dello Sport, evidenzia come la sconfitta contro il Venezia, la quinta in nove incontri disputati, sia un campanello d’allarme. Se il Napoli non inizierà a raccogliere punti, in particolare nelle prossime sfide contro il Bodø/Glimt e la Roma, l’intera struttura stagionale potrebbe vacillare, con ripercussioni sia in Champions League che in Serie A. L’allenatore Allegri non è considerato a rischio, ma l’avvio di stagione non può soddisfarlo. Un numero così elevato di sconfitte in tutte le competizioni non si vedeva dalla stagione 2001-2002, quando la squadra militava in Serie B sotto la guida di De Canio. In generale, si tratta del peggior inizio di gestione per l’era De Laurentiis.
Sono urgenti punti, vittorie e, soprattutto, un cambio radicale negli atteggiamenti individuali e collettivi rispetto a quanto mostrato contro il Venezia, in Spagna, nel secondo tempo giocato al Franchi e nel finale della partita di San Siro. Il Napoli manifesta limiti fisici e caratteriali, con 8 punti persi da situazioni di vantaggio, che sembrano essere il risultato del mercato non incisivo deciso dal club, ad eccezione degli arrivi di Badiashile e Favasuli.
Attualmente, la squadra si trova a nove punti dalla vetta della classifica di Serie A, condivisa da Inter e Lazio, e a sette lunghezze dalla Roma, suo prossimo avversario nel campionato.