Erik Ten Hag, ex allenatore del Manchester United, ha condiviso con The Athletic alcuni retroscena della sua esperienza con i Red Devils. Tra questi, ha espresso il suo disaccordo riguardo alla cessione di Scott McTominay, avvenuta nonostante la sua volontà contraria.
“Mi avevano garantito lealtà, supporto e comunicazione, ma non hanno mantenuto le promesse”, ha dichiarato Ten Hag. “Avevo espresso chiaramente il mio parere: ‘Non si vende Scott McTominay’. Le mie motivazioni erano legate alla nostra limitata capacità realizzativa, dato che Scott porta gol e possiede una mentalità eccezionale. Ha il DNA del Manchester United nel sangue. Quando l’argomento è stato sollevato, ho risposto con un ‘No’. Nonostante ciò, alla fine è stato ceduto. Mi sono sentito profondamente imbarazzato e deluso“.
Ten Hag ha riservato parole molto dure anche nei confronti di Cristiano Ronaldo, il cui addio ai Red Devils nel 2023 per trasferirsi all’Al Nassr è stato commentato dall’allenatore.
“Ha tradito me e la squadra, poiché avevamo pianificato il suo impiego. Mi sono recato personalmente in Portogallo per discutere con lui i miei piani prima della firma con lo United. Pur riconoscendo il suo status tra i migliori calciatori di sempre, ho dovuto prendere una decisione basata sulla razionalità. Invitava i compagni a ‘risparmiare le energie in allenamento’. Capisco questo approccio se si è al culmine della forma fisica, ma è necessario allenarsi per raggiungere tali livelli. Gli ho ripetutamente detto: ‘Ronnie, tutti vogliono giocare per te e metterti nelle condizioni ideali per segnare, ma se non arrivi in area, non puoi fare gol’. Semplicemente non era più in grado di farlo: non partecipava né in fase di possesso né senza palla, a causa della sua preparazione inadeguata“.
L’allenatore ha poi criticato anche Casemiro e Varane, accusandoli di perpetuare una cultura tossica e di conferire eccessivo potere ai giocatori. “In questo modo la società ha avvalorato l’idea che i giocatori siano potenti e debbano decidere tutto loro. Secondo me questo non si adattava alla fase in cui si trovava lo United. Casemiro era arrivato come il regista di centrocampo con qualità da quarterback. Poi, all’improvviso, è sembrato che avesse perso le motivazioni. Sinceramente non so cosa gli abbiano detto